Sembra un limite di velocità, ma ha il bordo verde: cos'è e a cosa serve il nuovo cartello

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In Italia non c'è ancora, ma in alcune città europee si vede sempre più spesso. È un nuovo cartello di velocità consigliata, usato per aumentare la sicurezza stradale in prossimità di scuole, ospedali e aree sensibili

Giuseppe Biondo

29 novembre - 09:03 - MILANO

In alcune città europee si incontra sempre più spesso un nuovo cartello stradale quasi identico a quello dei limiti di velocità. È di forma circolare, al centro numeri neri su sfondo bianco, sul perimetro però c’è un’ampia banda verde e non rossa. Lo chiamano green sign, segnale verde, e viene usato per indicare la velocità consigliata in prossimità di zone “sensibili” come quelle in cui ci sono tanti negozi e dunque tanti pedoni o dove sorgono ospedali o scuole. Nessun obbligo di tenere quell’andatura: solo un invito alla prudenza, un consiglio sulla velocità migliore per aumentare la sicurezza e ridurre il traffico.

‘VUOTO’ in città

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In Italia c’è già un cartello simile, il segnale di velocità consigliata previsto dal comma 8 dell’articolo 135 del Regolamento attuativo del Codice della Strada. Il “nostro” segnale, che risale al 1992, può essere quadrato o circolare, con caratteri bianchi su sfondo blu o verde (a seconda che si trovi in strade extraurbane o in autostrada) e con un bordino bianco, e indica "la velocità che si consiglia di non superare in condizioni ottimali di traffico e di tempo meteorologico". Una raccomandazione non vincolante: se si supera la velocità indicata dal cartello ma non quella limite della strada, infatti, non si rischia alcuna sanzione. Nemmeno l’indicazione del segnale verde della velocità consigliata è vincolante: consiglia la velocità da tenere, ma il limite di velocità rimane quello della strada. A differenza di quest’ultimo però il nostro cartello di velocità consigliata, spiega ancora il Regolamento attuativo, "può essere installato su strade extraurbane e autostrade", aprendo dunque un vuoto sulle strade urbane. L’installazione in città non è prevista, così, invece di spingere alla moderazione della velocità e per certi versi educare l’automobilista a farlo, i comuni italiani si trovano costretti a imporre un limite inferiore rispetto a quello previsto dal Codice in prossimità delle scuole o dove occorre. Insomma: il nuovo segnale potrebbe tornare utile anche da noi, se fosse previsto dalla normativa.

UTILE, MA NON RISOLUTIVO

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I sostenitori del cartello verde della velocità consigliata, che tra adozioni e sperimentazioni sorge sempre più spesso sulle strade di Regno Unito, Francia o Spagna, sostengono che aumenta la sicurezza in zone critiche e rende il traffico più scorrevole. Per introdurlo in Italia occorrerebbe un intervento del ministero dei Trasporti, oltre a una campagna comunicativa adeguata per evitare confusione, incertezze e distrazioni tra i conducenti, col rischio di un effetto boomerang. Certo, il cartello verde della velocità consigliata non sarebbe, da solo, la panacea di tutti i mali: secondo la “Guide for safe speeds” del World Resources Institute, infatti, la sola segnaletica spesso non basta a ridurre velocità e incidenti, va affiancata da un’adeguata architettura stradale, dossi o attraversamenti rialzati, e ovviamente da un comportamento degli utenti della strada che rispetti le regole, per essere più efficace.

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