(di Antonino Caffo)
L'IA non può sostituirsi ai
docenti, non ancora almeno. La dimostrazione è in un'agenda
distribuita agli alunni dalla Farnsley Middle School, scuola
media del Kentucky, che ha evidenziato nuove criticità legate
all'uso non supervisionato dell'intelligenza artificiale
generativa in materiali didattici. Il diario, già consegnato
agli studenti del nuovo anno scolastico, conteneva una mappa
degli Stati Uniti con nomi errati, oltre a una tavola periodica
inesatta e fasi lunari inesistenti. Anomalie visive tipiche
degli strumenti commerciali di IA, le "allucinazioni" dei
chatbot che si riscontrano non solo nei testi ma anche nei
contenuti grafici. Sembrerebbe infatti che l'agenda sia stata
realizzata, in parte, con l'ausilio di chatbot generativi.
Qualcosa di simile a quanto accaduto nel febbraio del 2024,
quando la rivista scientifica "Frontiers in cell and
developmental biology" ha dovuto ritirare uno studio
precedentemente approvato e pubblicato, contenente immagini
anatomiche di un roditore generate dal software Midjourney, con
proporzioni grottesche, dettagli inesistenti in natura e
diciture composte da lettere casuali, sfuggite al controllo dei
revisori umani.
Come riportato dall'emittente locale Wdrb, la cartina degli
Stati Uniti rinominava il Kentucky "Venecky", la Louisiana
"Lookoong" e l'Alabama "Alotome". L'Illinois veniva indicato
come "Vitoiis", l'Arizona come "Arizone" e la Carolina del Sud
come "Sorth Cuanto". Per contrastare la tendenza e prevenire gli
errori commessi con l'uso dell'IA, le istituzioni scolastiche
statunitensi stanno modificando il proprio approccio, passando
dai divieti generalizzati all'insegnamento dell'alfabetizzazione
all'IA. Attualmente, 37 Stati americani hanno pubblicato linee
guida ufficiali in merito. Lo Utah ha istituito la prima figura
statale a tempo pieno per la supervisione dell'IA nelle scuole,
formando oltre 7.000 insegnanti e negoziando accordi sulla
privacy dei dati, un modello organizzativo che è stato
successivamente replicato dal Maine, West Virginia e Georgia.
Anche in Europa l'integrazione dell'intelligenza artificiale
nell'istruzione è oggetto di interventi normativi e operativi.
Il regolamento europeo AI Act classifica i sistemi di
intelligenza artificiale impiegati nel settore educativo e per
la valutazione dei risultati di apprendimento come tecnologie ad
alto rischio. Questa classificazione impone requisiti di
trasparenza, documentazione tecnica e supervisione umana,
vietando l'uso di tecnologie per il riconoscimento delle
emozioni nelle aule per tutelare i diritti fondamentali.
"L'educazione è uno di quei settori considerati ad alto
rischio per l'utilizzo dell'IA dal diritto europeo e non a
caso", spiega all'ANSA Gianclaudio Malgieri, professore
ordinario di diritto, governance dei dati e intelligenza
artificiale all'Università di Maastricht. "L'uso indiscriminato
e incontrollato dell'IA generativa nelle scuole può avere
conseguenze a lungo termine su processi cognitivi e abilità
sociali. Bisogna formare personale e studenti sui benefici ma
anche sui rischi di queste tecnologie".
In Italia, il ministero dell'Istruzione e del Merito ha
avviato un percorso di integrazione controllata, attivando dal
2024 una sperimentazione in quindici istituti di I e II grado
distribuiti tra Calabria, Lazio, Lombardia e Toscana. Il
progetto, della durata biennale, ha previsto l'utilizzo di
assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale per
supportare la didattica, agevolare il lavoro dei docenti e
favorire la personalizzazione dell'apprendimento, con
l'obiettivo di ridurre la dispersione scolastica. I risultati di
questa fase pilota sono ora sottoposti alla valutazione
dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo
di istruzione e di formazione (Invalsi), che determinerà i
presupposti per un'eventuale estensione su scala nazionale.
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