La differenza di visione tra Cdp e
Euronext sul ruolo degli amministratori di Borsa Italiana-Mts "è
emersa anche in recenti rapporti ispettivi della Consob in cui
si parla di una 'ripetuta e sistematica violazione delle regole
di governo societario' e si descrive il cda di Borsa Italiana
come un organo di gestione 'inerte' che ha 'passivamente
abdicato alla propria competenza'.
Lo ha detto l'ad di Cdp Dario Scannapieco in audizione alla
Commissione d'inchiesta sul sistema bancario.
Scannapieco ha spiegato che la divergenza fra Cdp ed Euronext
sulle procedure di nomina nelle due società mercato italiane "è
di interpretazione, su un punto preciso. Per noi la procedura si
applica a ogni rinnovo del mandato. Per Euronext, solo quando la
posizione diventa 'vacante'".
Secondo Scannapieco la procedura richiesta da Borsa Italiana,
con una nuova selezione per il rinnovo dei vertici di Borsa/Mts
anziché un rinnovo automatico, "è la garanzia che le posizioni
di vertice di infrastrutture sistemiche restino contendibili e
siano valutate con metodo. La contendibilità non è instabilità.
È una condizione di qualità della governance. Questa procedura
non è interferenza gestionale, non è la pretesa di indicare
'l'uomo di CDP". E non è nemmeno una contrapposizione fra Italia
e Francia".
Lo stesso Transaction Cooperation Agreement - il documento
sottoscritto da Euronext, Cdp e Intesa Sanpaolo quando Euronext
acquisì Borsa Italiana - "disciplina un'altra nomina con
procedura analoga, quella del Presidente del Supervisory Board
di Euronext", ha sottolineato Scannapieco. "Lì, però, il
contratto prevede espressamente che la procedura valga solo in
caso di cessazione imprevista durante il primo mandato. Quindi,
dove le parti hanno voluto un'eccezione, l'hanno scritta. Per
gli amministratori di Borsa e Mts quell'eccezione non c'è. È una
differenza voluta, determinata da una scelta precisa".
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