Il bomber stagionale della Dea è stato discontinuo: restano 180’ per sorpassare Krstovic nelle gerarchie
Il paradosso di questa stagione irregolare è che Gianluca Scamacca resta, nonostante tutto, il miglior marcatore stagionale dell’Atalanta. L’attaccante romano ha infatti realizzato 14 reti tra tutte le competizioni. Non lontano dalla stagione migliore a Bergamo, la prima, quella delle 19 reti complessive. Quella centrale, minata da due infortuni gravi, è passata in archivio senza lasciare tracce.
utilizzo
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Detto questo, la campagna 2025-26 di Scamacca non può ritenersi soddisfacente. Gli acciacchi fisici e i cali non hanno consentito all’attaccante di mantenere un andamento regolare. Delle 52 gare stagionali dell’Atalanta, lui ha lasciato traccia in 37. I minuti giocati però sono un dettaglio che lascia qualche indicazione in più: 2.008 sui 4.710 complessivi (recuperi esclusi). Meno della metà dunque. L’Atalanta ha investito in maniera robusta su di lui e il contratto fino al 2028 lascia il club in una posizione serenissima. Il centravanti in questo finale di stagione è semmai chiamato a dare segnali più incisivi nei giorni che separano le partite. Quindi allenamenti a Zingonia ad alta intensità e una maggior lucidità sotto porta.
andamento lento
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Anche perché dall’ultima sosta del campionato a oggi, la situazione in casa atalantina è mutata. Parliamo delle gerarchie interne con Nikola Krstovic. Raffaele Palladino - lo dimostrano i numeri - nelle ultime 7 partite tra campionato e Coppa Italia ha scelto 6 volte il montenegrino come titolare. Per Scamacca, invece, sono arrivate 4 presenze e solo 2 dal primo minuto (i due insieme dal via solo contro il Genoa). L’azzurro per il resto è rimasto 2 volte in panchina, 2 è subentrato e una partita l’ha saltata per smaltire l’ultimo guaio fisico che gli aveva precluso anche le gare con l’Italia. L’irregolarità dell’utilizzo di Scamacca risulta evidente anche risalendo la corrente per seguire il flusso dei gol segnati. Gli ultimi sono arrivati a coppie: prima la doppietta all’Udinese, poi quella al Cagliari. Ma al di là del fatto che non hanno portato vittorie (un pareggio e una sconfitta), sono stati gli unici squilli di marzo e aprile. Scamacca ha dunque timbrato una gara al mese dalla primavera in poi, troppo poco per sorreggere la rimonta che Palladino aveva architettato da novembre. Del peso offensivo si è così occupato soprattutto Krstovic. Non solo segnando, ma anche offrendo assist e spunti ai compagni. Il montenegrino è a quota 8 assist stagionali tra tutte le competizioni, mentre Scamacca a 3, meno della metà. Palladino ha più volte elogiato l’atteggiamento di Krstovic, elevandolo addirittura a esempio. Parliamo della notte della rimonta contro il Borussia Dortmund il 25 febbraio. Krstovic si gettò di testa su un pallone all’ultimo secondo della partita e si conquistò il rigore che poi valse il passaggio del turno.
finale utile
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A Scamacca questo finale serve per dimostrare di aver assorbito lo spirito necessario per tenersi stretto il ruolo di centravanti titolare. Tra l’altro quello spirito lo conosce bene, perché in stagione più di una volta ha giocato non in perfette condizioni o addirittura con la febbre (contro il Cagliari all’andata, doppietta ai sardi anche a dicembre). Ed è proprio quella versione che tutto il popolo bergamasco spera di vedere più spesso. Perché le qualità del centravanti sono note, evidenziate già nella prima stagione in nerazzurro. Non resta altro che mostrarle con più continuità, a partire da questi 180’ finali ora che il 7° posto varrà la Conference.

