La stellina del nuoto azzurro: "Andare negli States ha cambiato tutto, ho lavorato in palestra, sono più efficace e potente in acqua. Los Angeles 2028? Ci sarà pure Sjostrom, il mio idolo"
17 aprile - 08:45 - RICCIONE
La vasca di via Monte Rosa non basta più a contenerla. Record, vittorie, una crescita che non accenna a fermarsi. Sara Curtis nuota veloce, ma soprattutto pensa veloce. È la primatista italiana dei 50 e dei 100 stile libero – questi ultimi vinti ieri con il tempo di 53”40 (non lontano dal personale di 53”01, con passaggio a metà gara da 25”23) –, mercoledì si è presa il primato nazionale anche dei 50 dorso. Tra Italia e Stati Uniti, dove studia e si allena all’Università della Virginia, la giovane azzurra sta riscrivendo i confini del nuoto italiano. E lo fa con una naturalezza che sorprende. Ai Campionati Assoluti primaverili domina, brilla, convince. Ma quando parla, lascia intendere che il meglio deve ancora arrivare.
Sara, non si sta risparmiando a questi Assoluti. Per la gioia di sua madre Helen che è in tribuna ad applaudirla. Quanto conta averla lì?
"Tanto. Non c’è mio papà Enzo, arriverà sabato (domani, ndr), ma mia mamma c’era anche l’anno scorso quando ho fatto il record nei 100 stile (togliendolo alla Pellegrini). Non è la prima volta che condivide questi momenti con me".
I suoi genitori non sono ancora venuti a vederla negli Stati Uniti. Come mai?
"Non ancora, ma verranno. Mi seguiranno al Settecolli e agli Europei di Parigi".
Ecco, l’America: com’è davvero questa nuova vita tra studio e piscina?
"È stata una scelta importante, non semplice. Ma sono molto felice. A Charlottesville studio psicologia e sto crescendo soprattutto come persona. Anche nello sport, certo, ma il cambiamento più grande è umano".
Ha già lasciato il segno: finali NCAA, titolo con le Cavaliers di coach Todd DeSorbo, miglior matricola su 50 e 100 stile. Se lo aspettava?
"È un riconoscimento importante. Non era scontato. La squadra è diventata una famiglia, condividiamo tutto. Trovare un gruppo così non lo do per scontato. Ne sarò per sempre grata".
Nuotare in yard cambia molto?
"Sì, parecchio. La piscina è più corta e la prima virata non la prendo mai bene. Ma mi diverto, soprattutto a dorso. La difficoltà è riabituarsi alle bracciate per l’arrivo".
Il 50 dorso è diventato olimpico e lei è già primatista italiana. Che ruolo ha nel suo programma di gare?
"Per ora è dietro ai 50 e 100 stile. Lo sto costruendo piano piano".
Negli Stati Uniti è tutto più grande. Riccione le sembra “stretta”?
"È diverso. In America c’è un ambiente molto competitivo: si gareggia ogni giorno anche in allenamento. Sono tutti motivati, c’è una mentalità forte. Mi hanno fatto sentire parte del gruppo sin da subito".
Dopo un anno così, quanto è cambiata la sua vita?
"Molto. Il record nei 100 stile di un anno fa qui a Riccione è stato un trampolino. Poi la finale mondiale nei 100 a Singapore, gli Europei in corta... sono arrivati risultati che desideravo da tempo. E il trasferimento negli Stati Uniti ha cambiato tutto".
Anche il fisico sembra diverso. Più potenza?
"Sì, sono più muscolosa. Ho lavorato tanto, soprattutto sulle gambe. In acqua mi sento più alta, più efficace. Anche il lavoro in palestra è più specifico rispetto a quello che facevo prima".
L’Olimpiade di Parigi che ricordo le ha lasciato?
"Un’esperienza incredibile. Mi sentivo una bambina tra giganti, ma l’ho vissuta con entusiasmo. Arrivare in finale con la staffetta femminile è stato importante, anche per il nuoto italiano".
In vista di Los Angeles 2028 è tornata dalla maternità il suo idolo, la svedese Sarah Sjöström.
"Sì, è straordinaria. È sempre stata un punto di riferimento per me. Abbiamo anche una cosa in comune: siamo nate entrambe ad agosto, sotto il segno del Leone".
Le treccine sono diventate un suo marchio. Chi le realizza?
"Le faccio in Italia, me le fanno mia mamma o mia zia".
Sta conciliando studio e sport: non è semplice. Come ci riesce?
"Ho ancora lezioni fino a fine aprile, ma posso seguire e sostenere gli esami online. È impegnativo, ma gestibile".
Tra le compagne di college ha stretto legami importanti?
"Sì, ad esempio con la bosniaca Lana Pudar. Abbiamo condiviso anche momenti fuori dalla piscina e abbiamo visto insieme Italia-Bosnia. Era contenta per il risultato...".



