San Renato Cesarini, patrono dei gol disperati, benedice Spalletti, Max e... Modric

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Pavlovic, Gatti, Lukaku: tre gol oltre il 90' che cambiano la faccia alla corsa Champions: una dedica al 120° compleanno dell'uomo cui fu dedicata la zona che porta il suo nome

Luigi Garlando

Giornalista

3 marzo 2026 (modifica alle 07:37) - MILANO

Pavlovic al 90’, Gatti al 93’, Lukaku al 96’. Senza questi 3 gol estremi, la classifica sarebbe stata stravolta. Un mazzolino di reti per Renato Cesarini che l’11 aprile festeggerà il 120° compleanno. Patrono dei gol disperati, da quello che rifilò allo scadere di Italia-Ungheria nel ’31, Cesarini è nato a Senigallia ed emigrato col padre ciabattino a Buenos Aires. Cresciuto nel Barrio Palermo, quando nel ’29 tornò in Italia per giocare nella Juve, era già un divo. Magie in campo e fuori. Cambiava tre camicie al giorno, dormiva tra lenzuola di seta, aprì una tangueria in piazza Castello, donne, locali, poker… 

Un giorno Agnelli lo sorprese al ristorante in orario di allenamento e gli mandò al tavolo una bottiglia di champagne. Il Cè ricambiò con 5 bottiglie e un biglietto: “Domani gioco e segno”. Così fu. Chi vive tanto intensamente, non spreca gli ultimi istanti di una partita. Zona Cesarini. Il Cè ha battezzato una fetta di tempo che è proprietà di Dio. Il Golgota sembrava una partita persa, invece tre giorni dopo… Il Cè ha regalato al calcio il lieto fine delle fiabe e dei film di Frank Capra. Il famoso gol all’Ungheria lo segnò a Torino, da juventino. I bianconeri di Spalletti sono degni eredi: 9 gol e 6 punti guadagnati dopo l’80’. Gatti a 22 anni era ancora in Eccellenza e montava infissi, ha la pazienza dei non predestinati. La zona Cesarini della carriera di Modric è luminosa come un’alba, infatti è lui che anima i finali del Milan: 8 punti guadagnati dopo l’80’. Le 5 sostituzioni hanno trasformato la fatica in speranza. Il Cè è più vivo che mai e Max balla il tango con lui.

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