Contro la Nuova Zelanda Momo ha dimostrato di poter ancora essere decisivo. È il pezzo pregiato del mercato dei free agent
Il sorriso di Mo Salah stavolta non ha ombre. Ha appena guidato l’Egitto alla prima vittoria nella sua storia al Mondiale, un 3-1 sulla Nuova Zelanda con cui il Faraone del calcio ha contribuito con un gol e un assist. “Quello che abbiamo fatto per noi è storia - ha raccontato -. Per altre squadre è normale, ma a noi egiziani non era mai successo e sono felice di poter dire che ce l’abbiamo fatta”. Dietro il sorriso di Salah a Vancouver, però, c’è anche la certezza che questa sua prestazione così importante per la sua nazionale serve anche un altro scopo: ricordare al mondo del calcio che, a 34 anni, Mo può ancora giocare ad alto livello. E che chiunque voglia aiutarlo a scrivere il prossimo capitolo della sua storia personale può scommettere senza problemi su di lui.
futuro
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Salah si è presentato al secondo Mondiale della sua carriera (il primo nel 2018, 2 partite e 2 gol) da free agent, dopo la fine della sua leggendaria avventura al Liverpool. Il futuro, almeno ufficialmente, resta un punto di domanda, visto che Mo ha sempre dribblato le domande sul tema e che prima del debutto dell’Egitto il suo agente Ramy Abbas ha chiarito sui social che “Mo sta benissimo e né lui né io vogliamo discutere i piani per il suo futuro con persone che non sono direttamente coinvolte. Sia lui che io siamo molto riservati su queste cose. Sì, le persone possono chiedere del suo futuro e magari ottenere una risposta educata e standard, ma non ci sarà altro”. A Vancouver dopo la Nuova Zelanda nessuno ha chiesto, rimandando il futuro di Mo a dopo il torneo. Il ritorno a Liverpool è escluso anche se Arne Slot, il “nemico” di Salah nell’ultima stagione, è stato silurato e al suo posto in panchina è arrivato Andoni Iraola, uno che sugli esterni di talento come Mo ha costruito le fortune sue e del Bournemouth.
manifesto
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La partita con la Nuova Zelanda potrebbe rappresentare l’evoluzione tattica di Salah, più numero 10 come la maglia che indossa in nazionale che esterno destro come negli ultimi anni coi Reds. “Sono il primo allenatore che fa giocare Salah in una posizione più adatta a lui - ha rivendicato il ct Hassam Hassan -. Ci abbiamo lavorato insieme, ha mostrato quanto ne possa beneficiare a questo punto della sua carriera, per le sue qualità e le sue capacità. Spero possa eccellere, possa continuare a giocare bene”. Le squadre interessate hanno sicuramente preso nota: Salah resta richiestissimo nella Saudi League, pronta a trasformare il giocatore musulmano più famoso del mondo arabo in uno dei suoi ambassador, con stipendio e ruolo simile a quello di Cristiano Ronaldo. Mo, che ha chiuso col Liverpool un anno prima della scadenza del suo contratto da 12 milioni di euro netti l’anno più bonus, sembra però avere ancora voglia di calcio europeo. Un ritorno alla Roma, ipotizzato poco dopo l’annuncio, è sempre stato più una suggestione che una possibilità, anche per il difficile adattamento del suo livello attuale al calcio di Gasperini. Prima del Mondiale si era fatto avanti il Fenerbahçe, ma l’inizio del torneo ha fatto passare tutto in secondo piano.
rilancio
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Poi è arrivata questa prestazione, questa conferma che Salah può ancora essere il miglior giocatore della sua squadra, come lui è convinto di poter essere. “Gli egiziani sanno meglio di chiunque altro quanto lavoro duro e quanto essere il miglior giocatore di questa squadra sia un onore per me” ha detto a Vancouver. È un messaggio anche per i club pronti a scommettere su di lui: i suoi anni migliori saranno anche alle spalle, ma non è passato poi troppo da quel 2024-25 chiuso con 29 gol e 18 assist, trascinando il Liverpool al titolo e eguagliando la miglior stagione individuale nella storia della Premier. Salah è convinto di poter essere ancora quel giocatore: se prima del Mondiale lo stipendio che chiedeva doveva essere simile a quello che prendeva al Liverpool, ora potrebbe anche abbassare le pretese per continuare a giocare ad alto livello in Europa, forte di importanti contratti personali di sponsorizzazione, della sua popolarità e dell’idea che una squadra di Champions sia il modo migliore per dimostrare ancora quanto vale. Per ora, nella testa di Mo c’è solo l’Egitto, il pass per i sedicesimi da conquistare e altre vittorie da aggiungere alla collezione. Salah vuole farlo da protagonista ovviamente, da leader. Modo migliore per ricordare che può ancora giocare ad alto livello non c’è.

