L'attaccante rossoblù: "Il nuovo allenatore mi chiede profondità ma parla sei lingue e quindi bisogna stare attenti a parlare perché capisce tutto. Il più forte della A? Nessuno ha la qualità di Yildiz. Scudetto all'Inter, noi siamo da top 5"
La lodevole ostinazione con cui Jonathan Rowe vuole rispondere in italiano sgonfia il sospetto di un attaccante con la valigia in mano. "Parliamo lento, domanda e risposta, ce la possiamo fare". Poi l’inglese sgorga inconscio, è ovvio, quando c’è da ricamare i dettagli. Specie quelli sul suo futuro. L’Everton ha bussato alla porta del Bologna che ha detto no a 35 milioni. Nella natìa Premier, Jonathan è un nome che gira di continuo. Prima o poi andrà. Ma non ora. Almeno un altro anno in rossoblù e poi si vedrà. Ed è pure la sensazione che si ricava dalle riflessioni dell’attaccante. Che pensa più a imparare le canzoni di Dalla che a preoccuparsi di chi bussa alla porta.
Da Vincenzo Italiano a Domenico Tedesco: differenze?
"Tante. Un nuovo modo di lavorare, puntando su idee altrettanto valide. Tatticamente mi piace la sua filosofia, mi permette di essere più libero per dare sfogo alla mia creatività. Avere meno vincoli mi consente anche di essere sempre dentro al match".
In particolare?
"Tedesco mi chiede di cercare sempre l’uomo libero, di lavorare anche per i compagni. E poi attaccare in verticale, in uno contro uno, mettendo pressione sui difensori. Vuole poi anche un grande lavoro nel pressing, recuperare palla velocemente è fondamentale".
Il mister parla italiano, inglese, tedesco, francese, un po’ di spagnolo e anche il russo. Bisogna stare attenti a quel che si dice, capisce tutto...
Jonathan RoweSu Tedesco
Spesso lo si vede in campo con una lavagnetta a spiegarvi.
"È molto meticoloso. Anche perché si sta aprendo un nuovo corso e dobbiamo cercare di assorbire i suoi principi il più in fretta possibile. Siamo però sulla buona strada".
Più facile capirsi con chi parla sei lingue.
"Sì. Quest’anno va molto meglio rispetto all’anno scorso quando comunicare a volte non era immediato e ho trovato delle difficoltà. Il mister parla italiano, inglese, tedesco, francese, un po’ di spagnolo e anche il russo. Il lavoro scorre via liscio con un unico problema: bisogna stare attenti a quel che si dice, capisce tutto...".
L’impatto a Bologna non è stato facile. Poi una seconda parte di stagione top. Qual è il vero Rowe?
"Quello che, una volta ambientato, ha cominciato a crescere e non si vuole fermare. E che ora deve diventare molto più concreto, specie sotto porta".
Un Bologna senza coppe europee la disturba?
"Un po’ sì, ovvio, tutti noi vogliamo giocare le coppe, specie dopo la bella esperienza della passata stagione. Quello è il nostro obiettivo primario: tornare in Europa. Lavoriamo per quello".
Come ha preso la partenza di Castro?
"Sono felice per lui. Gli auguro di crescere ancora alla Roma perché è un ottimo giocatore e un amico. Affrontarlo sarà molto strano, speriamo faccia bene tranne che contro di noi".
Intanto è arrivato Dovbyk.
"Per me è un top player. Ha fisico, tecnica, vede la porta. Ha tutto per fare bene e prendersi le sue rivincite. Sono molto felice che sia tra noi".
Tornando a lei. La vogliono in tanti, ma il Bologna l’ha tolta dal mercato. Discorso chiuso?
"Direi di sì. Ora sono un giocatore del Bologna, questo è un grande club con idee chiare e un nuovo progetto su cui sono concentrato al cento per cento. Mi sento parte di questo mondo, non penso ad altro e non mi interessa altro. Anzi, sa cosa le dico?".
Dica.
"Sto imparando il testo di “Caro amico ti scrivo” di Lucio Dalla (“L’Anno che verrà”, ndr). Sono a buon punto. Quest’anno al Dall’Ara la voglio cantare anche io".
Così tranquillizzerà i tifosi che, dopo l’espulsione con l’Arminia Bielefeld in amichevole, hanno pensato: “Ecco, vuole andar via”.
"Niente di tutto questo. Voglio chiarire quell’episodio. È nato da un brutto fallo subito e un mio nervosismo legato a questioni personali. Chiedo ancora scusa alla squadra, non volevo mettere in difficoltà nessuno, né tantomeno dare l’idea di voler andar via perché non è affatto così".
Superati i 20 mila abbonati. I tifosi ci credono.
"E li ringraziamo. Loro sono una parte fondamentale: ci sono sempre, in casa come in trasferta. Speriamo di condividere delle gioie tutti insieme".
Il lavoro scorre liscio con un allenatore che parla sei lingue: va meglio rispetto all’anno scorso
Jonathan RoweSull'allenatore rossoblù Domenico Tedesco
Dei suoi compagni chi l’ha colpita?
"Pessina in primis, ha un grande futuro. E poi Marco Libra: ha solo 18 anni ma tanto, tanto talento".
Del vostro gruppo si dice un gran bene.
"È il nostro segreto, c’è un legame forte. Io e Ferguson siamo i più strani e non sto a spiegare il perché. Siamo andati in vacanza insieme, con noi c’era anche El Azzouzi. Odgaard è il più serio, Dominguez il più casinista".
Come vive Bologna?
"Vado ovunque: il centro, i portici, i locali dove si mangia benissimo e i colli. Adesso ho solo un problema: un caldo così non l’avevo mai sentito in vita mia".
Chi vincerà lo scudetto?
"L’Inter penso sia ancora davanti a tutti. Mi sembra che anche il Como si stia rinforzando molto. Poi le solite".
Il Bologna dove lo mette?
"Tra le prime cinque".
Esagerato...
"Credo in questa squadra. Abbiamo qualità un po’ ovunque. Il nostro obiettivo resta entrare in Europa ma ho buone sensazioni, c’è grande fiducia tra noi e non vogliamo porci limiti. Perché no?".
Lei, Orsolini, Dovbyk, Bernardeschi e Cambiaghi: davanti la qualità non manca.
"Abbiamo tante soluzioni, tutte di livello. Anche per questo sono ottimista".
Il giocatore più forte della Serie A?
"Yildiz. Ha tanto talento, mi piace parecchio".
Lei è cresciuto vicino a Wembley e sembra averlo nel destino. Febbraio 2013: amichevole Inghilterra-Brasile e...
"Vengono nella mia scuola a chiedere chi volesse accompagnare i giocatori in campo. Io dico sì, avevo nove anni. Entro con David Luiz, il capitano del Brasile. Poi vinciamo 2-1, la giornata perfetta".
Sa dove si gioca la finale dell’Europeo 2028?
"A Wembley. La nazionale è uno degli obiettivi. Un sogno che voglio realizzare. Giocare a Wembley avrebbe un sapore veramente particolare".

