Roma, serve il limite dei 30 km/h? (Spoiler: sì)

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Roma inaugura la Zona 30 in centro. Dati alla mano, scopriamo perché ridurre la velocità salva vite, non rallenta il traffico e migliora l'aria che respiriamo.

Città, zona 30 kmh

Da giovedì 15 gennaio 2026 a Roma entra in vigore il limite di velocità 30 km/h in tutto il centro storico, ma il provvedimento si estende anche ad arterie fondamentali come Corso Vittorio Emanuele e via del Teatro Marcello. L'obiettivo della Giunta Capitolina è drastico: dimezzare la mortalità stradale in un'area dove la convivenza tra auto, turisti e residenti è ormai al limite della sostenibilità.

Traffico rallentato? Altroché!

Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato su queste pagine, la scelta di abbassare i limiti di velocità non è un capriccio politico, ma una necessità dettata (anche) dalla scienza. Eppure il dibattito pubblico resta acceso: molti cittadini temono che la città finisca paralizzata. In realtà la fisica suggerisce l'esatto contrario.

Limitare la velocità massima a 30 km/h non solo non allunga i tempi di percorrenza, ma migliora la fluidità del traffico poiché riduce l'effetto "fisarmonica" delle frenate brusche. Il valore ottimale per il flusso veicolare si attesta infatti tra i 30 e i 35 km/h; cioè vuole dire che, viaggiando a questa andatura costante, si sposta lo stesso numero di veicoli per ora, ma con molto meno stress e rumore.

L'efficacia di questa misura è oggi certificata da una mole impressionante di dati. Uno studio sistematico condotto dai ricercatori Yannis e Michelaraki nel 2024, analizzando 40 diverse città europee (tra cui Parigi e Zurigo), ha per esempio rilevato che l'introduzione della "Zona 30" porta a una riduzione media del 37% dei decessi e del 38% dei feriti. Cioè vuole dire che, per ogni tre persone che perdevano la vita in strada prima del limite, oggi se ne salva almeno una.

Ridurre la velocità protegge ciclisti e pedoni

Il motivo principale di questo crollo della mortalità risiede nella protezione dei cosiddetti "utenti vulnerabili". Una ricerca dell'Università di Bologna focalizzata proprio sul capoluogo emiliano ha evidenziato come l'eccessiva velocità sia la causa regina degli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti. Cioè vuole dire che abbassare il limite significa dare a chi non ha una carrozzeria intorno il tempo e lo spazio necessari per evitare l'impatto o per sopravvivere a un eventuale urto. A 30 km/h lo spazio di frenata è infatti di soli 6 metri, contro i 16,5 necessari a chi viaggia a 50; cioè vuole dire che se un bambino attraversa all'improvviso, un'auto a 30 si ferma in tempo utile, mentre una a 50 lo investe in pieno.

Infine, l'esperienza britannica di Bristol conferma che la Zona 30 è un intervento di salute pubblica a 360 gradi. Uno studio di Bornioli et al. (2020) ha dimostrato che la riduzione generalizzata della velocità ha abbattuto drasticamente le lesioni stradali in tutta l'area urbana. Cioè vuole dire che la misura non funziona solo "a macchia di leopardo" in singole vie, ma trasforma l'intera città in un ambiente più sicuro e vivibile. Ai benefici per la sicurezza si aggiunge poi il clima: a Roma si stima un calo del 19% delle emissioni di CO2 e una riduzione del rumore di oltre 2 decibel, che equivale a percepire un "traffico dimezzato".

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