Roberto D’Agostino racconta Prince: "Un genio musicale senza eredi"

3 ore fa 1

Il giornalista all'Adnkronos: "Aveva una creatività fuori scala, il suo blend musicale, tra pop, dance, rock, jazz, funk e un po' di psichedelia è inarrivabile".

"Quando è arrivato sulla scena il suo primo disco, 'For You', si è capito subito che c'era qualcosa di magnifico in lui. Se lo era scritto, prodotto, cantato e suonato tutto da solo, per intero. Era un enfant prodige vero, con un potenza creativa inarrivabile e una conoscenza dell'arte musicale fuori scala". A dieci anni dalla morte di Prince, Roberto D'Agostino lo ricorda così in un'intervista all'Adnkronos. .

CTA

Dago sottolinea soprattutto come Prince fosse una sorta di alchimista sonoro, capace di mescolare generi e tradizioni con una naturalezza che nessun altro ha più raggiunto. "Faceva quel blend, quella macedonia perfetta. Prendeva il funk nero e la dance degli anni ’70, la melodia pop, la chitarra rock, un tocco di jazz e anche un po' di psichedelia… e li metteva insieme come nessuno". Per D'Agostino, Prince aveva una conoscenza di stili e strumenti e una capacità di fonderli dal vivo in sublimi jam session che, secondo D’Agostino, resta ancora oggi ineguagliata: "È stato unico, non ha avuto discepoli. Non ha lasciato una scuola ma ha lasciato una enorme quantità di capolavori" .

Il primo concerto di Prince visto da D’Agostino fu a Las Vegas, in un hotel: "Sembrava una jam session infinita con musicisti straordinari, con rimandi e citazioni, con l'eco di James Brown ma anche di Jimi Hendrix, c'era dentro qualsiasi cosa". Poi arrivarono i live italiani, Milano nel 1987 e Roma nel 1990, due serate diversissime ma entrambe segnate dalla stessa impressione: dal vivo Prince era un’altra cosa. "I dischi non riuscivano a produrre acusticamente le performance che metteva in scena dal vivo. Dal vivo era una tavolozza di colori incredibile, vedevi la creatività esplodere da tutti i pori".

La cosa che colpì più D’Agostino era la creatività "esondante" di Prince: "Sfornava album tripli come pagnotte. Ha regalato ad altri artisti brani che hanno svoltato carriere, come 'Nothing Compares 2 U' per Sinead O'Connor. Eppure, quando è morto aprirono una cassaforte e trovarono non so quanti brani inediti".

Accanto alla musica, c’era l’immagine, anche quella rivoluzionaria. "Era provocatorio, si presentava in mutande di pizzo, con quelle ragazze esplosive accanto. Fu un pionere nell'affermare la musica come una forma di erotismo, creando un immaginario che nessuno ha più saputo replicare". Per Dago, "forse l'unica artista che ha tentato la stessa strada dopo di lui è stata Madonna".

Alla domanda su quali brani consiglierebbe a un giovane che non lo conosce, D’Agostino risponde secco: "Basta prendersi un’antologia. Oggi, grazie allo streaming si può fare. Dentro ci trovi Controversy, Kiss e tanti altri brani straordinari. Citarne un paio sarebbe troppo riduttivo. Prince è un gigante. E la sua musica non appartiene al passato, è sempre contemporanea. Lo senti e ti sembra vivo, che canta ancora per noi. Un genio senza eredi perché nessuno ha più avuto il coraggio e la capacità di essere così tanto, tutto insieme", conclude.

Leggi l’intero articolo