Riprogrammare il metabolismo per prevenire l'obesità: il progetto tutto italiano

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Un bambino su tre in Italia è a rischio obesità, agire con un percorso multidisciplinare di 5 mesi potrebbe aiutare

Riccardo Cristilli

18 agosto - 12:13 - MILANO

L'obesità è una malattia cronica che comporta un eccessivo accumulo di grasso corporeo, per lo più associato a malattie cardiovascolari, metaboliche, articolari. In Italia il 29,7% dei bambini è a rischio obesità, presenta un eccesso ponderale, il 19% è in sovrappeso, il 10,7% è già obeso e il 2,1% ha addirittura un'obesità grave. Queste percentuali, seppur fortunatamente in calo, sono tra le più alte d'Europa e rappresentano un problema per la salute pubblica. 

affrontare l'obesità fin da bambini

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I numeri dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma fotografano una situazione preoccupante con 1700 accessi ambulatoriali ogni anno e mille day hospital dedicati a bambini e adolescenti con eccesso di peso o condizioni di obesità, di cui almeno 200 casi sono di forme secondarie o genetiche. L'unità di Endocrinologia e Diabetologia ha così dato vita a un servizio di Educazione Alimentare dedicato alla gestione di questi pazienti coinvolgendo le famiglie nel percorso di cura. Proprio l'Ospedale Bambino Gesù ha sviluppato il progetto Resilient grazie ai fondi del PNRR dell'Unione Europea, per trovare quelle azioni mirate sul cervello in grado di cambiare le abitudini e riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame, sazietà e consumo energetico. 

progetto resilient

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La strategia sviluppata dalla ricerca mira a intervenire sui bambini tra i 6 e gli 11 anni, nel periodo considerato di massima plasticità cerebrale, per cambiare le vie neurali del metabolismo e correggere la disfunzione metabolica in modo duraturo. Un percorso multidisciplinare di 5 mesi, capace di unire nutrizione, movimento e psicologia, agendo anche sulla famiglia, realizzato su 120 bambini, ha mostrato cambiamenti di peso, sonno e capacità cognitive. Il progetto Resilient ha coinvolto bambini in sovrappeso o obesi in età pediatrica che spesso comportano disturbi nel sonno, fragilità cognitive, difficoltà relazionali e comportamentali. L'approccio ha unito educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di corretti stili di vita ma anche delle inevitabili azioni sui genitori. Nelle prime 8 settimane ci sono stati frequenti incontri, anche virtuali, con nutrizionisti, psicologi e chinesiologi (professionisti che studiano il movimento). Dopo questa fase più intensa ce n'è stata una di consolidamento meno intensiva. 

Un gruppo di bambini ha preso parte anche a un training cognitivo computerizzato con esercizi per la memoria e l'attenzione, mostrando un beneficio ulteriore sulla salute e il benessere dei più piccoli. Il risultato è stato un miglioramento generalizzato di tutte le variabili dal peso al controllo della fame al metabolismo e alla qualità del sonno, aprendo la strada a nuove prospettive cliniche per affrontare questa malattia.

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