La crisi in Medio Oriente rischia di
avere ripercussioni pesantissime non solo sul trasporto aereo,
ma su tutto il settore turistico estivo.
Lo afferma RimborsoAlVolo, società specializzata in trasporto
aereo e assistenza ai passeggeri.
"Dopo il caos scoppiato a seguito della chiusura degli spazi
aerei che nei primi giorni di marzo ha lasciato a terra milioni
di passeggeri in tutto il mondo, il focus si sposta ora sui
viaggi estivi. Con la chiusura dello stretto di Hormuz, infatti,
sono state bloccate le petroliere che trasportano in Europa il
cherosene utilizzato per far volare gli aerei, con la
conseguenza che, se in conflitto non terminerà entro aprile, gli
scali europei si ritroveranno presto a corto di jet-fuel -
spiega RimborsoAlVolo - Una situazione che provocherà un effetto
a catena, costringendo le compagnie aeree a tagliare i
collegamenti e cancellare i voli per carenza di carburante in
pieno periodo estivo, quando cioè aumentano gli spostamenti dei
cittadini per raggiungere le località di vacanza". Per i
passeggeri si tratterebbe di un danno doppio: "Eventuali
restrizioni ai voli dovute a carenza di carburante non solo
lascerebbero i cittadini a terra, col rischio di perdere quanto
pagato per strutture ricettive o altri servizi turistici
precedentemente acquistati, ma rientrerebbero anche nelle
circostanze eccezionali non imputabili alle compagnie aeree,
facendo così venire meno il diritto dei passeggeri al
risarcimento fino a 600 euro previsto dalla normativa
comunitaria in caso di cancellazione dei volo - ricorda Kathrin
Cois, Direttore Generale di RimborsoAlVolo - In base al
Regolamento CE n. 261/04, inoltre, l'indennizzo non è previsto
se il passeggero viene informato della cancellazione con almeno
due settimane di preavviso".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 ora fa
1



