Rifiutò un test antidoping: Vondrousova squalificata per 4 anni

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Lo scorso dicembre la tennista ceca, ex numero 6 al mondo, non ha fornito il campione biologico richiesto. La difesa: forte stress e problemi di salute mentale. Ma non convince

Luigi Ansaloni

Collaboratore

22 giugno - 16:15 - MILANO

Una stangata pesantissima si abbatte su Markéta Vondroušová. La tennista ceca, ex numero 6 del ranking mondiale e vincitrice a Wimbledon nel 2023, è stata squalificata per quattro anni da un tribunale indipendente dopo essersi rifiutata di sottoporsi a un controllo antidoping fuori dalle competizioni.

la vicenda

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L'episodio risale al 3 dicembre dello scorso anno, quando un addetto al controllo si è presentato a casa della giocatrice, intorno alle 20, per richiedere un campione biologico. Secondo quanto emerso dall'indagine, Vondroušová non ha fornito il campione richiesto, violando così le norme antidoping internazionali. La decisione del tribunale si basa su un principio chiave della lotta al doping, scrive in una nota l'Itia (International Tennis Integrity Agency), il rifiuto di sottoporsi a un test viene trattato alla stessa stregua di una positività. Una regola pensata per evitare che eventuali atleti che fanno uso di sostanze proibite possano aggirare il sistema accettando una sanzione meno severa semplicemente negandosi al controllo.

la difesa

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Durante l'udienza, la 26enne ceca ha spiegato di aver attraversato un periodo di forte stress e difficoltà legate alla salute mentale, aggiungendo di aver avuto timori per la propria sicurezza. Argomentazioni che il tribunale ha preso in considerazione insieme alla testimonianza dell'ufficiale incaricato del test, senza però ritenerle sufficienti a giustificare il rifiuto. "Nessuna giustificazione convincente", è stata la conclusione del collegio giudicante.

"Controlli a sorpresa per garantire l'integrita"

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L'amministratore delegato Itia Karen Moorhouse ha ricordato come i controlli a sorpresa rappresentino uno strumento indispensabile per garantire l'integrità dello sport. "Comprendiamo che il processo di test possa risultare scomodo per gli atleti, ma è essenziale per tutelare la correttezza delle competizioni - dichiara Moorhouse - La sicurezza dei giocatori e dei nostri addetti è una priorità assoluta: il personale è qualificato, identificabile e opera seguendo procedure rigorose". Moorhouse ha poi sottolineato il valore della sentenza: "Questo caso rappresenta un importante promemoria per tutti gli atleti. I controlli possono avvenire in qualsiasi momento e luogo, e il rifiuto comporta conseguenze molto gravi". La squalifica di Vondroušová durerà fino al 21 giugno 2030, in attesa di un probabile ricorso.

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