Renzi-Urso, l'Aula del Senato diventa un ring. 'Il ministro viola il regolamento'

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Seppur quasi deserta, l'aula del Senato diventa un ring in pochi minuti. A innescare il match nel pomeriggio sono le accuse incrociate tra Matteo Renzi e il ministro Adolfo Urso che durante il question time si rimpallano i rapporti con il regime iraniano. Ma alla solita dialettica dell'ex premier stavolta si contrappone una violazione del regolamento da parte del ministro.

Urso azzarda una controreplica, non prevista per gli esponenti del governo (nel question time l'ultima parola spetta ai parlamentari autori della domanda) e contrattacca il leader di Italia viva. Tra urla e proteste, sale la tensione e finisce nella battaglia pure la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, contestata duramente dalle opposizioni per la gestione dell'aula, bollata come faziosa. Fino a un 'extra match' che va in scena a fine seduta con senatori di Pd, Iv e 5 Stelle che invocano più imparzialità e rispetto delle regole, specie nei rapporti tra governo e Parlamento.

A scaldare l'aula sono le parole di Renzi: rivolgendosi al ministro delle Imprese, denuncia che nel 2016 "non faceva il parlamentare, ma aveva una società che si occupava di investimenti in Iran, faceva l'amico degli iraniani: lo definì 'amico dell'Iran' Matteo Salvini, non io".

Da qui l'accusa di occuparsi del governo iraniano, e non dell'Italia. Urso aspetta che il suo microfono sia di nuovo acceso e anziché rispondere all'interrogazione successiva (del senatore Nave dei 5S) invita gli studenti in tribuna a cercare su Internet le parole 'Renzi e Rohani' (l'ex presidente iraniano) e scandisce: "Colui che parlava prima è lo stesso che si inginocchiò a Rouhani al Campidoglio".

Scatta subito l'alt di Ronzulli che sta presiedendo l'aula, e che stoppa il ministro ricordandogli di essere 'fuori tema'. Urso prova ad andare avanti e la senatrice di FI gli intima che "non può interloquire" con il senatore. Un istante dopo i 'renziani', e non solo, protestano - dalla diretta tv si sente anche la voce di Renzi ma la telecamera è sulla vicepresidente - e Ronzulli reagisce a tono. Dice a Renzi di comportarsi da "tifoso" e che gli altri senatori sembrano "sugli spalti" di uno stadio.

Per l'ex segretario del Pd, la colpa di Ronzulli è lampante: "Non ha redarguito in tempo il ministro Urso che violava il regolamento del Senato, il che denota una ignoranza istituzionale". E rammenta che "il Parlamento è di tutti, non del centrodestra". Quindi ne fa "un problema che riguarda la presidenza del Senato" citando l'insulto del presidente La Russa sentito, nei giorni scorsi, in un fuorionda in aula contro Antonio Nicita del Pd.

Ronzulli si difende dicendo di aver "tolto il microfono al ministro" e di essere intervenuta "immediatamente", forte dei resoconti e della diretta su Rai Parlamento oltre che dei complimenti di Graziano Delrio per la gestione dell'aula. Ma più tardi è Raffaella Paita, capogruppo di Iv ad affondare il colpo: chiederà che Ronzulli venga esonerata dalla gestione del question time. "Lei già di solito non equilibratissima, perde i freni inibitori quando c'è la diretta tv", insiste. 
   

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