Regole F1 2026, l'allarme sicurezza spinge la riforma: cosa potrebbe cambiare

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Team, costruttori e Fia si incontreranno in settimana per introdurre affinamenti: il paddock è diviso tra chi apprezza l'azione in pista (i sorpassi sono aumentati) e chi chiede interventi dopo l'incidente di Bearman in Giappone. C'è però il nodo politico dell'unanimità

Giusto Ferronato

Giornalista

7 aprile - 16:49 - MILANO

La F1 è forzatamente ferma per la cancellazione dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita, causa tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran. Ma l’attività sui tavoli della politica sportiva è più intensa che mai. Questa settimana, infatti, è in programma una riunione tecnica in cui, nelle intenzioni, i protagonisti della F1 discuteranno possibili modifiche al rivoluzionario regolamento del 2026, da introdurre già dalla prossima gara di Miami del 3 maggio. Dopo le prime tre gare della stagione, infatti, il paddock è diviso tra chi celebra un'era di spettacolo rinnovato e chi invece teme la perdita dell'identità stessa della categoria regina. Ma il vero “boost” allo studio di "perfezionamenti" è l’allarme suonato dopo l’incidente di Oliver Bearman in Giappone, principalmente causato dal differenziale di velocità tra l’Alpine di Franco Colapinto e la Haas del pilota inglese. Un allarme che non si può e non si vuole ignorare perché oggi la sicurezza in F1 è un tema centrale. E dunque, pur nella consapevolezza che, come spesso accade dopo cambiamenti così radicali, un’unanimità di approvazione sia impossibile da trovare, l’impressione è che si voglia mettere mano al regolamento: non stravolgimenti, bensì affinamenti. 

i favorevoli

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Le novità viste sin qui hanno estimatori e contrari. Cosa piace? Il dato statistico più eclatante è l'incremento vertiginoso dell'azione in pista. Confrontando le edizioni dei GP d'Australia, Cina e Giappone, tra 2024 e 2026 i dati mostrano che i sorpassi sono più che raddoppiati. Rispetto al 2024, per esempio, si è passati da una media di 71,75 a ben 127,75 per GP. In Cina, si è passati dai 102 sorpassi di due anni fa, ai 146 dell’edizione 2026, finora il picco numerico. Questa nuova dinamica di scambi di posizione in pista, dove le vetture si attaccano e contrattaccano grazie alle modalità "Overtake" e "Boost", è stata ribattezzata “yo-yo racing" e ha trovato nel ferrarista Lewis Hamilton uno dei suoi più accesi sostenitori. Il sette volte campione del mondo ha descritto i suoi duelli con Charles Leclerc come "la miglior battaglia degli ultimi dieci anni". "Se torni al karting, è la stessa cosa – ha detto Lewis – piloti che vanno avanti e indietro, non riesci mai a scappare via". Hamilton ha respinto con forza le critiche, definendo questo stile come "la miglior forma di corsa", aggiungendo che la Formula 1 non raggiungeva questo livello da moltissimo tempo. Anche Pierre Gasly ha preso una posizione decisa a favore del nuovo corso, lamentando un clima eccessivamente critico: "Penso onestamente che ci sia un po' troppa negatività intorno a tutto questo, e non mi piace". Il pilota dell'Alpine, rinvigorito dalle prestazioni della sua vettura spinta dalla power unit Mercedes, sostiene che l'abilità del pilota sia ancora centrale: "La batteria, tutte queste cose... devi comunque essere al limite del grip che hai a disposizione". Domare una vettura più instabile, per il francese, permette ai piloti di talento di fare ancora la differenza. 

i contrari

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È nel fronte dei contrari che si concentrano le critiche più aspre, con i piloti che mal digeriscono la gestione forzata dell'energia. Max Verstappen è stato il più duro, definendo apertamente le attuali monoposto "uno scherzo" e paragonando la competizione al videogioco Mario Kart. Il campione del mondo non ha usato giri di parole: "È anti-guida", riferendosi alla necessità di ricaricare le batterie invece di spingere al massimo. Più diplomatico, ma sicuramente non del tutto favorevole, è il campione del mondo Lando Norris. Pur ammettendo che "sembra fantastico in tv e gli spettatori sembrano amarlo", confessa la frustrazione di chi siede in abitacolo: "Quando chi ti sorpassa usa la batteria e tu l'hai finita, sei solo un passeggero. Non puoi fare nulla e non stai esattamente gareggiando". Charles Leclerc ha invece spostato il focus sulle qualifiche, il momento in cui, tecnicamente, il pilota deve poter spingere al massimo tutto il giro, e invece ora deve gestire anche la potenza. Sotto accusa ci sono il "lift and coast" (sollevare l'acceleratore prima della curva) persino durante il giro veloce e le zone a zero kilowatt in curve iconiche come le "Esses" di Suzuka, dove, per ricaricare le batterie, i motori girano a metà potenza. Ma, come detto, la preoccupazione maggiore riguarda la sicurezza. L'incidente di Oliver Bearman a Suzuka, avvenuto a oltre 300 km/h, ha evidenziato i pericoli dei differenziali di velocità, che si verificano quando una vettura è in modalità ricarica e quella che segue è in fase di spinta. Carlos Sainz ha avvertito che, sebbene Suzuka abbia ampie vie di fuga, incidenti simili su circuiti cittadini come Baku o Las Vegas, potrebbero avere conseguenze gravi. 

come intervenire

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Le soluzioni? Si parla di modifiche al software delle power unit per aumentare il tasso di recupero energetico a pieno regime da 250 kW a 350 kW, così da ridurre la necessità di fare "lift and coast". Un’altra idea (da verificare bene per le implicazioni sulla sicurezza) è la rimozione delle restrizioni sull'apertura delle ali mobili per favorire il recupero energetico, sebbene ciò generi perplessità per il rischio di incidenti ad alta velocità se le ali rimanessero aperte in curva. Ancora, consentire di bruciare più carburante per generare maggiore potenza termica, riducendo la dipendenza dalla batteria. Le discussioni, però, non si annunciano semplici perché il regolamento sui motori è congelato e, nel breve termine, si può intervenire solo sul software. Inoltre, qualsiasi modifica strutturale al rapporto 50-50 tra motore termico ed elettrico richiederebbe l'unanimità dei costruttori, sempre difficile da trovare perché chi si trova in vantaggio è inevitabilmente contrario. Insomma, per la F1 si prospettano giorni di sfide tecniche e diplomatiche: trovare un compromesso che salvaguardi lo spirito del nuovo regolamento, lo spettacolo e soprattutto la sicurezza dei piloti.

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