Nel corso della Sprint di Miami il ferrarista si è lamentato via radio dell'italiano: "Si sposta in frenata, finiremo per scontrarci". A fine gara la retromarcia: "Sono stato un po’ troppo duro, ma sapete, l'adrenalina in macchina... E poi apprezzo Kimi come persona"
Jacopo Moretti
2 maggio - 20:20 - MILANO
Prima la rabbia, poi le scuse. La Sprint Race di Miami è stata teatro di un’intensa battaglia tra la Ferrari di Leclerc, terzo, e Kimi Antonelli, sesto e penalizzato per non aver rispettato i limiti di pista. Una sfida che Leclerc non ha particolarmente gradito, al punto da sfogarsi via radio nei confronti del collega della Mercedes: “Kimi è davvero pessimo nei duelli ruota a ruota. Si continua a spostare in frenata… finiremo per scontrarci!”.
lo sfogo
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In effetti è mancato poco che i due arrivassero al contatto, con Antonelli deciso a riprendersi la posizione su Leclerc, che l’aveva sopravanzato in partenza. E allora Charles è sbottato via radio, infastidito dai ripetuti movimenti in fase di frenata di Kimi, poi penalizzato per violazione dei limiti di pista. Il duello si è poi raffreddato nella seconda metà della Sprint, quando il ferrarista ha guadagnato un buon margine di sicurezza sulla Mercedes dell’italiano, nel frattempo finito sotto attacco del compagno di box Russell.
le scuse
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E per quanto non sia la prima volta che Leclerc accusa il bolognese di comportamenti poco corretti in pista (era già successo lo scorso anno in Brasile, quando un contatto con Piastri, causato proprio da Antonelli, era costato il podio al monegasco), Charles si è poi scusato per le sue parole via radio. “Il team radio su Kimi? Credo di essere stato un po’ troppo duro, ma sapete come funziona con l’adrenalina in macchina”, ha tenuto a spiegare ai microfoni di Sky. “È vero, ci sono stati alcuni episodi con lui e spero che le cose miglioreranno in futuro, specie considerando che è l’unico italiano in pista e io guido una Ferrari. Preferirei che certe cose accadessero con altri piloti, anche perché apprezzo molto Kimi come persona. È solo che a volte è un po’ troppo vicino al limite quando non serve e, in questo caso, mi sono arrabbiato molto. Anche se sì, il mio commento probabilmente era un po’ troppo duro”.



