Pio, classe 2005, aveva un anno quando vincevamo in Germania, ma molti altri del 2006 non ricordano nulla...
25 marzo - 14:59 - BERGAMO
Sarà il Mondiale della Generazione Z, quella dei cosiddetti nativi digitali: è la fetta di popolazione che non ha conosciuto una vita senza l’internet ma in compenso ha assimilato termini come euro, social media, inclusività ed ecosostenibile, che rappresentano punti centrali della loro educazione. Appartengono dunque all'insieme umano, che è stato definito Z dai sociologi perché successivo nel tempo al gruppo Y (o Millennials), di coloro sono venuti al mondo dalla fine degli Anni 90 in poi. Quasi tutti gli azzurri di Gattuso sono classificabili in questa generazione. Ma noi restringeremo il campo a coloro che, per questioni anagrafiche, non possono ricordare nitidamente il trionfo di Berlino 2006. Quindi quelli che sono nati dal 2000 in poi. Per loro, che non hanno mai visto l’Italia superare un primo turno al Mondiale – nel 2010 nel 2014, prima del buio – l’idea di qualificazione è quasi un’esperienza mistica.
i bambini
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Il più giovane in assoluto della compagnia è Pio Esposito, che è nato il 28 giugno 2005. Quando Fabio Cannavaro alzava la coppa, aveva da poco compiuto un anno e ancora gattonava nei corridoi. Contro l’Irlanda del Nord potrebbe essere uno dei protagonisti, forte della serie di 3 gol in 5 presenze azzurre, così come il coetaneo Marco Palestra, di tre mesi più “anziano”, esordiente che alla New Balance Arena giocherebbe quasi in casa: il suo cartellino, prestato al Cagliari e desiderato già da tanti club, appartiene all’Atalanta. In confronto a questi due, persino il romanista Niccolò Pisilli sembra un veterano: in realtà è del settembre 2004, l’anno in cui l’Italia naufragò all’Europeo portoghese con le polemiche per lo sputo di Totti al danese Poulsen.
intermedi
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Del gruppo di mezzo la stella è Riccardo Calafiori, classe 2002 ed esempio fantastico di rinascita: dopo essersi sbriciolato un ginocchio nella Primavera della Roma, è diventato un difensore meritevole delle attenzioni di una big di Premier League, cioè l’Arsenal, che è vicinissimo a conquistare il titolo. Ha conosciuto la sfortuna anche Giorgio Scalvini, il padrone di casa multiruolo: potrebbe essere ripagato dall’emozione di giocare nella sua città adottiva, Bergamo. Lui è un 2003, come l’altro difensore Diego Coppola che ha scelto di emigrare giovanissimo: lo controlla il Brighton, che lo ha mandato in prestito all’ambizioso Paris Fc. In questa lista inseriamo anche il teorico quarto portiere, il 2001 Elia Caprile, uno dei sicuri obiettivi di mercato dell’estate dopo le ottime stagioni al Cagliari.
"vecchi"
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La pattuglia più nutrita è quella dei 2000, che ci pare di conoscere da una vita. Nella Nazionale di Gattuso sono in sei a cominciare da Sandro Tonali, ormai affermato centrocampista da Premier League con il Newcastle, e Moise Kean, che ha riscoperto la propria centralità a pochi chilometri dal centro sportivo di Coverciano, nella Fiorentina. Stanno entrando nella mezza età degli atleti anche Andrea Cambiaso, Giacomo Raspadori e Marco Carnesecchi, gente ormai avvezza alla maglia azzurra. L’ultimo è Nicolò Cambiaghi, che si è aggregato alla comitiva dei playoff dopo la rinuncia di Federico Chiesa. E a proposito: sapete chi è il più vecchio tra i convocati? Matteo Politano, esterno del Napoli, classe 1993, che ricorda persino di aver comprato qualche gelato in lire. Avrà il compito di spiegare agli altri che cosa significhi un Mondiale con l’Italia.

