Quando Gasp non fece salire Massara sul pullman e tutti gli altri litigi tra il tecnico e l'ex ds della Roma

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In arrivo il comunicato del club sulla separazione dal ds, più volte accusato dal tecnico di non essere abbastanza aggressivo sul mercato

Sembrava poter essere l’inizio di una grande storia d’amore ed alla fine, invece, ognuno se ne andrà per la propria strada: Ricky Massara da una parte e Gian Piero Gasperini dall’altra. Per la separazione dal direttore sportivo, infatti, si aspetta solo la comunicazione ufficiale da parte della Roma, ma il rapporto tra Massara e il club giallorosso è oramai giunto alla fine. 

Gli attriti

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Ma cosa non ha funzionato tra lo stesso Massara (tornato a Trigoria la scorsa estate per la sua terza avventura in giallorosso) e l’allenatore che ha riportato la Roma in Champions a 7 anni di distanza dall’ultima volta? Questione di chimica, di rapporti. E anche di punti di vista. "Posso dirvi che Ricky è una bravissima persona – ha detto Gasperini in una conferenza stampa di fine aprile -. Sotto l'aspetto tecnico non abbiamo avuto feeling, ma tutto questo è sempre e solo riferito alla squadra, non c'è mai stato nulla di personale". E poi ancora: "Io ho sempre chiesto di rinforzarci davanti, ma credo sia una cosa normale che un allenatore nuovo con un modo diverso di giocare faccia una richiesta del genere. Non ho invece mai messo veti sui giocatori". Ed infatti proprio il mercato è stata la fonte delle prime scintille, già la scorsa estate, quando sono spesso volate parole grosse. Le prime fonti di discussione sono state le trattative per Sancho e Fabio Silva, a cui hanno fatto poi seguito quelle a gennaio su Raspadori e Zirkzee. Secondo Gasperini troppo “morbido” il modo di operare del direttore sportivo, con tempi spesso lunghi e trattative estenuanti. Per il ds, invece, la difficoltà di dover convivere con il fair play finanziario e la lontananza della proprietà che, quando non è a Trigoria, rende tutto più lungo ed estenuante. Numerosi le discussioni andate in scena al Fulvio Bernardini, con lo stesso Massara che in una video-conference con i Friedkin arrivò anche a dire: “Se sono io il problema allora faccio un passo indietro”. 

A Bergamo

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Ma ci sono soprattutto due momenti in cui i rapporti sono stati molto tesi. Il primo si è verificato a Bergamo, il 3 gennaio scorso, quando dopo la sconfitta con l’Atalanta per 1-0 Gasperini non fece salire il ds sul pullman giallorosso destinato all’aeroporto di Orio al Serio. Furono momenti di tensione altissimi, con il ds invitato gentilmente a tornare a Roma da solo o, eventualmente, ad andare a prendere un aereo a caccia di giocatori. Era il momento in cui Gasperini si aspettava subito il famoso trequartista di piede sinistro che chiedeva da mesi e il non aver avuto subito risposte già ad inizio mercato non lo aveva di certo reso sereno. Sta di fatto che Massara raggiunse l’aeroporto lombardo da solo, per conto suo, con un taxi. E non invece viaggiando con la squadra, con il pullman giallorosso. 

Prima del Lecce

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E poi quando Gasperini decise di non partecipare alla conferenza stampa successiva alla vittoria casalinga con il Lecce, il 22 marzo scorso, infastidito dalle dichiarazioni pre-gara di Massara. “Gli infortuni? Succedono a tutti, soprattutto in questa fase della stagione – disse alle tv il ds romanista –. Dispiace averli avuti in un solo reparto. Dobbiamo essere in grado di trovare le risorse per far bene. E ci sono”. Oggetto della discussione soprattutto Paulo Dybala, costretto alla fine a restare fuori tre mesi per una diagnosi al ginocchio non corretta. Sta di fatto che a fine gara Gasperini negli spogliatoi si lasciò andare ad un lungo sfogo proprio rivolto a Massara, decidendo poi di disertare la conferenza stampa. Del resto, anche in altre occasioni Gasperini era stato chiaro: “Secondo me allenatore e direttore sportivo devono sempre lavorare insieme e non ognuno per conto proprio, con l’obiettivo di migliorare la squadra. Serve vicinanza di idee e bisogna sostenersi a vicenda”. E’ chiaro, quindi, come i due non potessero davvero andare più avanti insieme.

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