Nba insider
Contenuto premium
Uno dei migliori tiratori della storia si è liberato da Dallas e ha sposato il progetto Giannis. La Heat Culture sembra fatta apposta per uno come lui, che non sarà più un fenomeno ma può dare una mano
Libero. Libero di cercarsi un’altra squadra, libero di cercare un modo per chiudere la carriera vincendo un altro titolo. Quel posto, Klay Thompson lo ha già individuato: si è accordato per un buyout con Dallas ed è pronto a sposare i Miami Heat e la loro idea di essere grandi attorno a Giannis Antetokounmpo. La squadra di Spoelstra, nonostante The Greek Freak, è ancora incompleta e l’arrivo di Thompson non la rende più vicina al titolo. Anche in questa fase crepuscolare di una carriera da Hall of Famer, però, Klay può dare una mano: non sarà più la fenomenale arma a doppio taglio che ha contribuito (a costo di due devastanti infortuni) alla dinastia di Golden State. Klay però resta, anche a 36 anni, un tiratore d’élite. E un tiratore è proprio quello di cui Miami ha bisogno per mettere attorno a Giannis una squadra competitiva. Klay a Dallas è riuscito a lasciare il segno pur accettando che sta vivendo la parte conclusiva della sua carriera. È salito al quarto posto con 2899 triple nella classifica dei migliori tiratori da tre della storia, quella dove il suo per sempre Splash Brother Steph Curry è assolutamente irraggiungibile. Ha mostrato i limiti del Thompson attuale, un giocatore la cui mobilità è stata sensibilmente ridotta dai due devastanti infortuni che hanno compromesso la sua carriera a Golden State. Ai Mavs, Klay ci era approdato nell’estate 2024, convinto che avrebbe passato la fase successiva della sua carriera a mettere triple con gli assist di Luka Doncic. Le scellerate scelte della dirigenza di Dallas hanno fatto naufragare quel progetto quando era ancora in fasce, trasformando una squadra che sognava di vincere il titolo in una che ha ricostruito attorno a Cooper Flagg, la prima scelta assoluta al Draft 2025. Klay ha perso il ruolo da titolare, ma non ha mollato: 141 partite su 164 possibili in due stagioni, 12,9 punti di media ma il 38,7% dall’arco. Numeri non da Klay versione Warriors, ma comunque da ottimo tiratore. “Klay è uno dei migliori giocatori e uno dei migliori agonisti della sua generazione e gli siamo grati per tutto quello che ha dato ai Mavs” lo ha salutato Masai Ujiri.



