Principi di gioco, metodi di allenamento e rapporti più diretti: così Amorim vuole rivoluzionare il Milan

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Allenamenti con la palla, l’allenatore al centro. Il tecnico vuole imparare l’italiano a tempo record per entrare in sintonia col gruppo

Nuovo gioco, nuovi presupposti, nuovo identikit: il Milan ha scelto di ripartire da un allenatore straniero, che facesse del gioco offensivo la sua cifra stilistica e, perché no, avesse voglia di rivalsa dopo un’esperienza deludente in un altro top team europeo. Un motivo in più per offrire al Milan tutto le proprie competenze: Amorim vuole rilanciarsi. Ha scelto il Milan e il Milan ha scelto lui tra tanti: per armare il suo 3-4-2-1, ovviamente uno schema rinnovato rispetto al recente passato, la proprietà gli ha subito messo a disposizione Gonçalo Ramos in attacco e Gila a parare le discese avversarie. L’ex centravanti del Psg era il primo nella personale lista di preferenze del tecnico, coinvolto in quasi tutte le riunioni di mercato. Cardinale vuol conoscere la sua opinione per metterlo nelle condizioni migliori e per trasformare la teoria del gioco offensivo in pratica e, soprattutto, risultati. Nuovi anche gli obiettivi: la Champions da riconquistare è ovviamente la priorità, ma Amorim ha confessato pubblicamente di voler essere l’allenatore della seconda stella.

fuori campo

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Continua la ricerca di una casa che soddisfi le sue esigenze: gli appuntamenti immobiliari si concentrano nelle zone più centrali della città, un modo per vivere a pieno Milano e l’umore della piazza. Il miglior sistema per entrare in contatto con la nuova realtà è conoscere e sapersi esprimere nella nuova lingua: Amorim ha a disposizione una rosa per larga parte composta da stranieri e lui stesso si esprime in un perfetto inglese. Quello che serve anche per parlare con Gerry Cardinale, proprietario americano, e con la dirigenza straniera. Non gli basta: Ruben sta già prendendo lezioni di italiano e si è prefissato di impararlo a tempo record. Nel giorno della presentazione ha già rivolto al nuovo pubblico qualche parola nella nostra lingua. Nel frattempo, tra gli impegni dei primi giorni rossoneri e i prossimi viaggi intercontinentali di lavoro, l’allenatore vivrà a Milanello. Far base al centro sportivo lo aiuta anche per questioni logistiche e di comodità: qui ogni mattina, entro le 8.30, la squadra deve presentarsi per la colazione insieme. Dopo si esce sul campo per l’allenamento di giornata.

i legami

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"Per qualsiasi cosa possiate avere bisogno, sono qui. Sempre a disposizione". Con queste parole Amorim si è presentato al gruppo radunato a Milanello. Un messaggio di totale apertura alla squadra: da ex giocatore, conosce le dinamiche interne. Non è scontato che la stessa disponibilità l’abbia anche ricevuta: è ciò di cui l’allenatore è rimasto più impressionato, e orgoglioso. Ha trovato nella squadra un interlocutore perfetto: i giocatori raccolgono le sue idee, sono curiosi e partecipi alle nuove proposte. Le prime impressioni sono positive e la risposta dal campo è quella che l’allenatore aspettava con più apprensione. L’entusiasmo che ha riscontrato nel gruppo è stato più che confortante. Colpito, per il resto, dalla presenza efficiente del club, dall’ l’orgnanizzazione che ha trovato intorno alla squadra. Oltre alla vicinanza della proprietà, che ha voluto accontentarlo con le prime mosse di mercato, è nella quotidianità e nelle piccole azioni che il tecnico ritrova protezione e supporto. Necessari in questa fase della storia rossonera.

i princìpi

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Squadra in pressing a tutto campo, recupero immediato della palla, ricerca del dominio del gioco: Amorim ha elencato i punti fermi del proprio pensiero calcistico. A tradurli in campo ha iniziato solo da cinque giorni e senza necessariamente dover forzare. Chi intende la preparazione estiva come sinonimo di fatica e muscoli super stimolati, qui non trova conforto. I principi restano ma l’allenatore ha il suo modo di coltivarli: una sola seduta giornaliera, al mattino, e non sempre lunga e fisicamente sfibrante. Il tecnico alterna allenamenti più brevi a sedute effettivamente più intense dove, in ogni caso, lavorare su ciò che ha in mente per il futuro. La palla non manca mai e Amorim, ex centrocampista, si ritrova spesso in mezzo: partecipa attivamente alle esercitazioni, perfino al torello iniziale. Non è un allenatore che si limita a impartire nozioni. Si muove con la squadra, è molto più protagonista del resto dello staff. Tra otto giorni sarà già chiamato alla sua prima uscita ufficiale: alle 16 italiane, ore 15 di Glasgow, il debutto internazionale contro il Celtic. La condizione è quella che è, molti dei principali interpreti del nuovo corso mancheranno, ma i milanisti potranno farsi un’idea di quello che verrà.

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