(di Claudia Fascia)
A molti, il nome Juli potrebbe non
dire molto. Un nome che però negli ultimi anni è apparso nei
crediti di alcuni dei più grandi successi musicali. Julien
Boverod, classe '98, in arte Juli, è infatti uno dei produttori
più affermati del momento: all'attivo 34 dischi di platino, 28
dischi d'oro e un totale di oltre 1 miliardo di stream globali.
E su tutti, il successo di Balorda Nostalgia, con il quale Olly
ha vinto il festival di Sanremo dello scorso anno. "Ma da dentro
fai fatica a capire quando è il tuo momento. E poi la ruota
gira. La cosa difficile è durare nel tempo". Ora ha deciso di
mettere in copertina il suo di nome (ma non la voce, "per
carità, non è proprio il mio anche se ho studiato canto"), con
il suo primo album dal titolo Solito Cinema, in uscita il 24
aprile, per il quale ha voluto riunire alcuni degli artisti con
cui ha collaborato in questi anni: Fabio Concato, Tommaso
Paradiso, Fulminacci, Bresh, Franco 126, Biagio Antonacci, Coez,
Emma ed Elisa, Enrico Nigiotti, Tredici Pietro, Olly, che hanno
prestato la loro musica e la loro voce al progetto. Dodici
tracce, dodici mondi musicali diversi che si mescolano sotto
l'occhio attento di Juli.
"Ho voluto dar vita a questo progetto non per una necessità,
ma perché ad un certo punto ho ascoltato un po' di tracce che
avevo accumulato. E mi sono reso conto che c'era qualcosa che le
teneva tutte unite: il modo in cui sono state scritte, il modo
in cui le ho prodotte, la presenza della chitarra e il rapporto
che si è creato con gli artisti - ha spiegato il 28enne di
Aosta, cresciuto artisticamente a Torino -. È nato in maniera
spontanea". Il risultato è dunque una sorta di raccolta, "con
ogni brano che racconta una storia e si collega a quello
successivo. Un viaggio nel cantautorato che attraversa più mondi
e più sonorità".
Il filo rosso va dai giovani Bresh e Tredici Pietro ai
veterani Concato e Antonacci (gli unici due per cui Juli non ha
collaborato ai testi). "Loro sono i nostri padri a livello di
scrittura, di canzoni: hanno lasciato tanto il segno, e noi
abbiamo raccolto i frutti. Siamo figli loro, dei loro racconti:
ad unirci è la passione, perché siamo tutti figli della stessa
musica". Collaborazioni che sono nate prima di tutto
dall'amicizia e dalla stima, "perché il nostro lavoro è molto
più umano di quello che si vede da fuori", sottolinea, spiegando
così quale è il suo ruolo: "Cerco di essere un valore aggiunto e
credo che producer, autori, cantanti vadano a braccetto: ognuno
ha il suo ruolo e se ne manca uno qualcosa non funziona".
Solito Cinema - che è stato anticipato da Quelli come me con
Coez - vuole anche tirare le somme di anni che sono stati
fortunati e produttivi. "È la fotografia di questi ultimi anni
di vita, tra stupore e incredulità, delle cose che ho vissuto.
Il titolo arriva proprio da lì, perché spesso mi sono ritrovato
a commentare 'che cinema!' e a forza di ripeterlo è diventato il
solito cinema, ma senza abbandonare lo stupore".
Forse il momento più epico è stata la vittoria di Olly a
Sanremo con Balorda Nostalgia di cui è anche autore e
arrangiatore: "sensazionale". "Io e lui stiamo crescendo
insieme, stiamo imparando a fare questa vita insieme. E
sicuramente lui ha influito nella scelta di fare un disco e ne
ha vissuto ogni step, come amico prima che come artista".
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