Pressing sul governo per i rincari, al lavoro sulle misure

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Esclusa al momento una sforbiciata alle accise sui carburanti con il meccanismo 'mobile', il governo è al lavoro per fronteggiare la fiammata dei prezzi con rincari estesi in tutti i settori: dai trasporti ai negozi. Dagli autisti agli artigiani, dall'agricoltura alla pesca. Categorie che in coro, come nei giorni scorsi, lanciano anche oggi l'allarme: interventi subito o chiudiamo. In attesa di novità internazionali (due petroliere indiane avrebbero superato Hormuz) e chiarite le posizioni sul petrolio russo al centro della polemica politica, l'esecutivo al momento sta lavorando su diverse ipotesi, come conferma il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Sul piatto ci sono le accise mobili ma, diceva la premier Giorgia Meloni pochi giorni fa, l'intervento avrebbe un impatto limitato sui cittadini. Si parla anche del blocco automatico dei prezzi dei carburanti se dovessero superare una certa media o di porre un tetto antispeculazione ai prezzi. Sul dossier - dice sempre Salvini - ci stanno lavorando il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti e quello delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.

Salvini e Giorgetti intanto incontreranno mercoledì prossimo i rappresentanti delle compagnie petrolifere. "Dopo due settimane ancora nessuna decisione", incalza il Pd. C'è anche attesa per una linea comune europea che potrebbe emergere dal G7 energia di lunedì prossimo. Questo mentre c'è il serissimo rischio che, tornato il freddo, possa esplodere nuovamente il prezzo del gas. Imprese e cittadini intanto sono alle prese con le fiammate dei prezzi e le lamentele si moltiplicano. Con un'ipotesi pesante all'orizzonte: le banche centrali (questa settimana si riuniscono Fed e Bce) potrebbero decidere una stretta monetaria per contenere l'inflazione. Tradotto: mutui e prestiti più cari e impennata del costo del debito pubblico.

Confcommercio spiega: nello scenario più critico gli aumenti potrebbero superare il 13% per l'elettricità e il 43% per il gas. In quest'ultimo caso per gli alberghi l'incremento della spesa mensile sarebbe pari a 900 euro per l'energia elettrica e a 1.000 euro per il gas, per i grandi supermercati a 700 euro per l'energia elettrica e a 400 per il gas, mentre per bar, ristoranti e negozi, alimentari e non, i rincari potrebbero variare dai 100 ai 300 euro per l'energia elettrica e dai 200 ai 500 euro per il gas. Gli artigiani di Cna lamentano un generalizzato incremento dei prezzi energetici e delle materie prime, l'inizio di tensioni sull'approvvigionamento, oltre a un forte aumento dei costi di spedizione (fino a 3mila euro in più per un container standard) e coperture assicurative.

Colpiti in modo particolare gli automobilisti: un'auto nuova - dice Federcarrozzieri - potrebbe arrivare a costare anche 1.450 euro in più ma a crescere sarebbero anche i costi delle riparazioni, dei pezzi di ricambio e delle polizze Rc auto. Mentre, secondo i calcoli del Codacons, l'erario continua a fare il pieno: dal 27 febbraio, prima dello scoppio del conflitto, alla data del 14 marzo il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato del +18,5%, +32,2 centesimi al litro, pari ad una maggiore spesa da +16 euro a pieno. La benzina è rincarata del +9,1% (+15,3 centesimi al litro), con una maggiore spesa sul pieno da +7,6 euro. Gli italiani al volante pagano così 16,5 milioni in più al giorno e nelle casse dello Stato arrivano giornalmente 9 milioni in più. Cgia ricorda: Nomisma Energia stima che le 27,7 milioni di famiglie potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro. Partendo da questa ipotesi, la Cgia stima che il rincaro delle bollette sui bilanci delle famiglie potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. I rialzi più consistenti sarebbero a Roma con una spesa energetica che potrebbe toccare i 705,8 milioni di euro, a Milano i 554,5 milioni e a Napoli poco più di 406 milioni.

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