Pressing e Butez: l'EuroComo vola con la miglior difesa in Serie A

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Meno gol subiti, più clean sheet. Il tecnico ha fuso lo stile Barcellona e la nostra tradizione. Il portiere “architetto” uno dei segreti

Giulio Saetta

Giornalista

14 maggio - 12:26 - MILANO

"Se la palla ce l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare". Il famoso assioma di Rinus Michels, pioniere del calcio totale di Ajax e Olanda nei primi anni Settanta, fu presto mutuato in Italia da Nils Liedholm, primo grande maestro del calcio offensivo nostrano. Fu Johan Cruyff, discepolo di Michels, a esportarlo nel Barcellona alla fine degli anni Ottanta, dove divenne lo stile di gioco imperante, da insegnare ai bambini più piccoli appena mettevano piede nella Masia. Sempre in Catalogna, a cavallo degli anni Dieci del nuovo secolo la lezione fu portata alla massima espressione da Pep Guardiola. Oggi questo principio torna in Italia grazie a Cesc Fabregas, con sfaccettature moderne, ma pur sempre valido nella sua essenza: difendersi attaccando. La difesa proattiva, detta con un brutto e freddo tecnicismo, unisce il controllo del gioco a una feroce aggressione nello spazio, dimostrando che il possesso palla non è un vezzo estetico, ma la più efficace delle strategie difensive. Il risultato: Como migliore difesa della Serie A sia come gol subiti (28) che come clean sheet (18). E visto che si parlava d’Europa, solo Arsenal (26) e Psg (27) hanno incassato meno reti nei cinque top campionati ma nessuna squadra ha tenuto la porta inviolata per più partite (18): Inter, Psg e Arsenal sono le uniche a parimerito con i lariani.

senza paura

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In soli due anni di Serie A, Cesc ha dimostrato che tale filosofia, se integrata con la rigorosa preparazione dei dettagli difensivi tipica del calcio italiano, non produce fumo ma arrosto. E così il Como va in Europa con lo scettro di re della difesa, confermando che il modo migliore per proteggere la propria porta è, e rimarrà sempre, governare il pallone. "Nessuno può confermare che difendersi con un 6-3-1 garantisca di non perdere una partita – aveva spiegato Fabregas prima della sfida proprio contro il Milan di Max Allegri, forse l’allenatore all’opposto dello spettro strategico della Serie A –. Preferisco perdere provando a vincere ed essendo la squadra che vogliamo essere, piuttosto che con tutti i giocatori dietro per paura. Giocare con la paura viene percepito dai calciatori". I giocatori scelti in questi due anni dallo staff del Como (perché le decisioni devono essere sempre condivise) – composto, oltre che da Fabregas, dal ds Carlalberto Ludi e del capo dello sviluppo Osian Roberts –, alle qualità tecniche devono unire questa mentalità.

in porta

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Lo si vede chiaramente nello stile di gioco del portiere Butez, sostanzialmente l’undicesimo giocatore di movimento, bravissimo con la palla fra i piedi ma soprattutto dotato di una lucidità mentale fuori dal comune. Il francese ha il sangue freddo necessario a capire come e quando iniziare la manovra dal basso o verticalizzare improvvisamente non appena si intravede uno spiraglio nella difesa avversaria. Oppure rallentare il ritmo nel momenti di difficoltà: riceve la palla e impedisce ai difensori di andare in apnea psicologica, offrendo a Ramon e compagni il tempo fisico di riposizionarsi. Inoltre, con la visuale totale del campo, Butez chiama il fuorigioco e spesso indica all’ultimo marcatore, in genere Diego Carlos, quando rompere la linea e aggredire il centravanti avversario. Un portiere-architetto, indispensabile per Fabregas.

i numeri dell'attacco

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Il Como ha stabilito il proprio record di gol in una singola stagione di Serie A arrivando a quota 60 (quello precedente era di 59 nel 1949-50); inoltre, con 18 vittorie in questo torneo, i lariani potrebbero superare il primato del club di 18 successi ottenuto nel campionato 1950-51.

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