Il calciatore: "Non ho mai trattato male nessuno in tutta la mia vita: sono innocente e lotterò fino alla fine per dimostrarlo"
16 aprile 2026 (modifica alle 19:03) - MILANO
"Non è stata fatta giustizia", queste le prime parole di Manolo Portanova dopo la sentenza della Corte d’Appello di Firenze. Il calciatore della Reggiana, accusato di violenza sessuale di gruppo per i fatti avvenuti a Siena nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2021, ha visto confermare la condanna di primo grado a 6 anni di reclusione. La stessa pena è stata ribadita anche per lo zio del ragazzo. Il 25enne ha commentato la decisione dei giudici con amarezza davanti ai microfoni dei giornalisti: "Oggi non è stata detta la verità. Sono un ragazzo buono e, prima di essere un calciatore, sono un uomo. Non ho mai trattato male nessuno in tutta la mia vita: sono innocente e lotterò per dimostrarlo fino alla fine. Voglio tornare a giocare a pallone; stare fermo per un'accusa del genere, che ritengo priva di prove, fa male. Il mio avvocato non si fermerà. Credo nella giustizia, anche se non è stata applicata in queste due sentenze. Spesso in questo Paese la verità viene a galla solo col tempo." Portanova ha poi voluto ribadire il concerto: "sono cresciuto con sani principi, non sono la persona che è stata descritta in tribunale". L'avvocato del calciatore, Gabriele Bordoni, ha già annunciato il prossimo passo legale: "È stata confermata la condanna di primo grado, ma rimaniamo fermi sulle nostre posizioni, leali e oneste sin dal primo momento. Ricorreremo in Cassazione". Di segno opposto la reazione della parte civile, sollevata per la sentenza. L’avvocato della ragazza, Iacopo Meini, ha dichiarato: "Ho appena chiamato la mia cliente: era felicissima. È ancora tesa, ma profondamente sollevata per la notizia".
La Gazzetta dello Sport
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