"Poco sportivo ma utile", "Un'offesa": Mondiale, l'idea-ripescaggio spacca l'Italia. VOTA il sondaggio

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Le frasi di Zampolli rinfocolano il sogno Mondile per gli azzurri. Le posizioni delle istituzioni e dei tifosi

Francesco Maletto Cazzullo

Giornalista

23 aprile - 21:48 - MILANO

Riportare l’Italia ai Mondiali passando dagli uffici della Fifa invece che dal campo: quello che sembrava un miraggio è diventato il piano concreto di Paolo Zampolli. L'inviato speciale di Trump ha riaperto una ferita mai rimarginata, suggerendo ufficialmente a Gianni Infantino di considerare gli Azzurri come primi sostituti in caso di esclusione dell’Iran. Una manovra che non è più solo fantascienza geopolitica: nonostante il blocco formale della Fifa, l'ipotesi resta viva nei corridoi del potere, alimentata dal peso commerciale e storico che una Nazionale quattro volte campione del mondo porterebbe nell'edizione nordamericana. L'Iran però non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. "Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato, su ordine del ministro, la piena preparazione della nostra nazionale per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti", ha dichiarato mercoledì alla televisione di Stato la portavoce del governo Fatemeh Mohejerani, spegnendo gli entusiasmi di chi vedeva un forfait imminente. 

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In questo scenario di tensioni internazionali e calcoli burocratici, l'unico a mostrare un volto pragmatico in Italia è Dino Zoff. Con la schiettezza di chi il Mondiale lo ha alzato al cielo, l'ex portiere ha ammesso: "Non sarebbe molto sportivo, ma l'utile è utile". Una frase che dà voce a quella parte di Paese che, pur di non restare a guardare il terzo Mondiale consecutivo dal divano, accetterebbe anche un invito "d’ufficio". Tuttavia, il resto dei vertici italiani risponde con un secco "No grazie". Per molti illustri rappresentanti, il prestigio dell'Italia non può essere oggetto di ripescaggio. Andrea Abodi, Ministro dello Sport, è stato categorico: "Non è opportuno, ci si qualifica sul campo", aggiungendo che una simile manovra sarebbe non solo inopportuna, ma tecnicamente impossibile. Sulla stessa linea il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha commentato con orgoglio: "Mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai Mondiali". Ancora più drastico il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha ammesso senza giri di parole che, in caso di ripescaggio, si vergognerebbe. Il piano di Zampolli ha dunque stanato le diverse anime del calcio italiano. Da una parte la tentazione del ritorno mediatico ed economico, dall'altra la difesa di un'etica sportiva che preferisce l'assenza dignitosa al rientro forzato. La palla resta ora tra i piedi della FIFA.

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