Pirelli dal 2027 in MotoGP, Misani: "Porteremo la nostra struttura industriale"

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Dal 2027 Pirelli sarà fornitore unico della MotoGP, completando una presenza già consolidata in Superbike e nelle categorie del Motomondiale. Una scelta che, come spiega il Chief Technical Officer Piero Misani, non è solo sportiva ma industriale: portare nella classe regina stabilità, controllo di processo e solidità tecnologica.

Giacomo Ruben Martini

2 marzo - 12:09 - MILANO

Dal 2027 Pirelli sarà fornitore unico della MotoGP, subentrando a Michelin nella classe regina del Motomondiale. È un passaggio che completa un percorso già strutturato: dal 2004 l’azienda è fornitore unico del World Superbike, mentre dal 2024 è entrata anche in Moto2, Moto3 e MotoE. Con la MotoGP, Pirelli coprirà l'intero panorama del motociclismo mondiale ai massimi livelli. Interrogato durante un incontro con la stampa sui vantaggi dell’operazione, Piero Misani — Chief Technical Officer di Pirelli, responsabile della ricerca e sviluppo e dell’intero processo tecnologico che porta un pneumatico dall’idea alla produzione — ha inquadrato il tema non soltanto dal punto di vista della performance, ma anche da quello industriale. "In MotoGP portiamo la nostra struttura industriale", spiega. L'obiettivo non è limitarsi alla prestazione assoluta, ma garantire stabilità, uniformità e ripetibilità in un campionato monomarca dove ogni dettaglio tecnico è sotto osservazione.

cambio di approccio

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L'esperienza di riferimento resta il World Superbike. Qui Pirelli ha costruito negli anni un modello preciso, sintetizzato nel principio We sell what we race, we race what we sell: le gomme utilizzate in gara sono strettamente collegate a quelle disponibili sul mercato, sviluppate nello stesso contesto tecnologico e produttivo. Questo approccio, dettato anche della natura della serie con derivate stradali, ha permesso un trasferimento diretto di competenze tra pista e prodotto acquistabile dal privato, mantenendo al tempo stesso una notevole stabilità prestazionale nel campionato. La MotoGP rappresenta, però, un salto ulteriore (nel 2027, peraltro, entrerà in vigore il nuovo regolamento che prevede l'introduzione di nuovi motori da 850, e non più da 1.000 cc). Le moto sono prototipi puri, l'aerodinamica è diventata centrale, i carichi verticali e laterali sono cresciuti in modo significativo, così come le velocità di percorrenza. Il livello di sofisticazione tecnica è superiore rispetto a Superbike e categorie intermedie. Per questo l'ingresso nella classe regina richiede un adattamento profondo, pur mantenendo la stessa filosofia di fondo.

precisione industriale

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La MotoGP ha attraversato stagioni in cui la presenza di più fornitori di pneumatici faceva parte integrante dell’equilibrio tecnico del campionato. In alcuni anni le differenze tra costruttori hanno inciso in modo significativo sulle prestazioni complessive, influenzando strategie, assetti e gestione gara. Oggi lo scenario è diverso. Con il fornitore unico, l’attenzione si concentra su moto, piloti e lavoro dei team. Il pneumatico deve rappresentare un riferimento tecnico stabile, non una variabile imprevedibile né un elemento in grado di alterare gli equilibri competitivi. Il tema centrale diventa quindi la costanza: evitare che le performance possano essere messe in discussione per ragioni legate alla fornitura. Secondo Pirelli, in un contesto così tecnico e mediatico, la ripetibilità del prodotto è importante quanto la performance pura. Ed è qui che entra in gioco la dimensione industriale. Il controllo qualità, l’uniformità tra lotti, la stabilità e la ripetibilità nel tempo sono elementi che in un campionato diventano determinanti quanto il grip o la gestione del degrado.

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La classe regina resta dunque il più avanzato banco di prova avanzato per materiali, strutture e metodologie di simulazione. Ma per Pirelli diventa anche un’occasione per potenziare le proprie tecniche e strutture di produzione.

Infatti, seppur sia ovvio che le gomme saranno specifiche per la classe regina, nasceranno nello stesso ecosistema tecnologico che alimenta i prodotti stradali ad alte prestazioni - ovvero, la fabbrica di Breuberg in Germania. L’idea è mantenere continuità tra pista e industria, evitando una frattura tra sviluppo racing e produzione. Anche se il prodotto utilizzato in gara non sarà direttamente disponibile per il cliente finale — e quindi non replicherà l’approccio consumer oriented della Superbike — per Pirelli la MotoGP rappresenta comunque un’estensione coerente del modello già applicato nelle altre categorie del Motomondiale.

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