"Entro Natale avremo i decreti
attuativi della legge delega sul nucleare". Lo ha detto il
ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto
Pichetto Fratin, in conferenza stampa alla Camera dopo
l'approvazione in prima lettura del disegno di legge delega sul
nucleare.
Pichetto ha detto che i primi reattori operativi in
Italia potrebbbero arrivare "nel 2034-2035". Sul numero di
centrali necessarie per il paese, il ministro ha risposto "è
difficile dirlo, dipenderà dalla domanda, dalle tecnologie, dai
prezzi, dalla consapevolezza della popolazione. Nel Piano
nazionale dell'energia abbiamo indicato una percentuale del
nucleare nel mix fra l'11 e il 22%".
"L'obiettivo del governo
con il ddl - ha detto Pichetto - è consegnare al paese il quadro
giuridico che renda possibile fare le scelte per avere l'energia
per i prossimi decenni".
Il ministro ha ribadito che il ddl
"riguarda solo il nucleare civile" e ha aggiunto "condivido il
non utilizzo per il militare". Pichetto ha sostenuto che "il
nucleare è una scelta energetica, ma anche ambientale e
paesaggistica. Un piccolo reattore modulare occupa 3 campi di
calcio. Per avere la stesa produzione, servono 3000 campi di
calcio di pannelli fotovoltaici".
Il disegno di legge delega
approvato stamani alla Camera, e che ora andrà al Senato,
secondo Pichetto "deve mettere il paese in grado di rispondere
alla domanda di energia in crescita. Tutti gli esperti prevedono
un'esplosione della domanda, per i data center e l'industria.
Dobbiamo integrare le rinnovabili con il nucleare e l'idrogeno,
non sostituirle".
Sull'ipotesi di un referendum sul ritorno
all'atomo, il ministro ha risposto che "il consenso va valutato
in base alla trasparenza. Dobbiamo dare tutte le informazioni
necessarie. Sto notando una maggiore propensione dei giovani a
fare valutazioni scientifiche. Poi siamo in democrazia, c'è
gente che si è presentata alle elezioni con un programma per la
decrescita. Io invece spero che non si facciano passi
indietro".
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