Prezzi in salita nella giornata del 12 marzo, in cui il Brent ha anche superato a tratti la soglia dei 100 dollari al barile. Nel frattempo la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha confermato che lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso per ragioni strategiche
Marco Bruckner
12 marzo 2026 (modifica alle 18:35) - MILANO
Nella giornata del 12 marzo 2026 la quotazione petrolio europeo (Brent) è tornata a ondeggiare sulla soglia dei 100 dollari al barile, che è stata anche superata in alcuni momenti. Alle ore 18 italiane il prezzo si aggirava invece attorno ai 99 dollari al barile (circa +8,30% rispetto al giorno precedente), dunque non lontana dalla tripla cifra. In aumento anche il costo del greggio americano (Wti), quotato circa 95 dollari al barile alle ore 18 (circa +8,70% sul giorno precedente). In ogni caso, non si tratta delle quotazioni più alte della settimana. Il prezzo del greggio era infatti schizzato nella mattinata di lunedì 9 marzo, con il Brent che è arrivato anche a 120 dollari al barile. Le quotazioni sembravano aver cominciato una discesa nelle giornate successive, prima di tornare a crescere in proporzioni abbastanza importanti il 12 marzo 2026. A provocare il rialzo del prezzo del petrolio, e anche del gas naturale, è stata la guerra attualmente in atto in Medio Oriente, che vede coinvolti l'Iran e tanti altri Paesi del Golfo, tutti grandi estrattori e raffinatori di materie prime. Un ruolo chiave lo gioca anche lo stretto di Hormuz, in cui l'attività è al momento a bassissima intensità per volere dell'Iran.
le parole di Mojtaba Khamenei su hormuz
—
Come detto, uno dei fattori che ha provocato l'aumento del prezzo del petrolio è stata la chiusura, per mano dell'Iran, dello stretto di Hormuz, da cui normalmente passa ogni giorno un quinto del fabbisogno mondiale di greggio e Gnl (gas naturale liquefatto). Il controllo di Hormuz è uno dei maggiori strumenti di pressione di Teheran, conscia di poter influire sul prezzo dell'energia bloccando il normale flusso dello stretto. Un aspetto che è stato sottolineato nella giornata del 12 marzo dalla nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei: "Lo stretto di Hormuz deve restare chiuso per essere usato come strumento di pressione".

