Ecco le parole del 23enne dopo aver strappato il primato a Fiasconaro in Francia: "Sapevo di valere quel tempo, adesso voglio..."
Giuseppe Di Giovanni
4 luglio - 09:43 - MILANO
Tutto vero! Francesco Pernici a Nancy, in Francia, ha scritto una pagina di storia dell'atletica leggera. L'atleta delle Fiamme Gialle ha vinto gli 800 metri in 1:43.60 superando così il leggendario 1:43.7 stabilito da Marcello Fiasconaro il 27 giugno del 1973 sulla pista dell’Arena di Milano, all’epoca primato del mondo. Un'impresa che l'Italia aspettava da 53 anni! Ed ecco le sue parole.
che emozione
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“Ho avuto una botta di adrenalina enorme dopo l’arrivo - racconta a caldo Francesco Pernici - e ho provato un’emozione davvero forte. In un attimo mi è sembrato di veder scorrere tutto il percorso che mi ha portato fino a qui, una sensazione strana ma bellissima. Ce l’ho fatta, ci sono riuscito. Ho cominciato a pensare al record tre anni fa, era un sogno, ma dalla scorsa stagione è diventato un obiettivo”. Anche perché, la velocità di base è migliorata e di parecchio, Pernici il 17 giugno a Brescia aveva infatti abbassato il suo personale portandolo a 46''24.
occasione giusta
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“Sapevo di valere il primato italiano - spiega - perché ho lavorato molto bene nelle ultime settimane. Mi aspettavo di farlo stavolta, era l’occasione giusta: ho passato tutto il giorno con il sorriso sulle labbra, le condizioni ambientali erano perfette, mi sono detto ‘oggi non mi ferma nessuno’. All’inizio ho corso dietro alla lepre che fatto un ottimo lavoro, prima di trovarmi davanti. Gli altri hanno provato ad attaccarmi, ma ho tenuto alto il ritmo senza mollare niente”.
il prossimo obiettivo
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Poi aggiunge: “Credo di essere in forte crescita, questo è solo un punto di partenza. Il merito è dell’allenatore Dalmazio Bersini che mi segue da quando avevo sedici anni, la dedica anche per la famiglia e per la mia fidanzata Sara che mi è stata vicina nell’ultimo periodo. Ho dovuto saltare la stagione indoor per un piccolo infortunio, un’infiammazione alla bandelletta, ma non mi sono abbattuto. Non sempre le cose vanno bene, come il quarto posto dell’anno scorso agli Europei U23”. In quella rassegna a Bergen si rese protagonista di un’entusiasmante batteria con il record dei campionati in 1:44.06 ma in finale pagò un avvio troppo veloce ripetendo lo stesso piazzamento dell’edizione precedente, ai piedi del podio, mentre ai Mondiali ha siglato la migliore prestazione italiana under 23 tolta all’indimenticabile Donato Sabia dopo 41 anni. “Quello di Tokyo è stato un grande risultato che mi ha lasciato l’amaro in bocca e mi ha dato anche tante motivazioni in più. Si impara dagli errori e non mi arrenderò mai. Ora mi sento più leggero e potrò concentrami sulla preparazione, conto di essere in gara agli Assoluti di Firenze di fine luglio e poi ovviamente agli Europei di Birmingham. Devo migliorarmi ancora con l’ambizione di essere il primo italiano a correre in meno di 1:43 se un giorno voglio puntare a una medaglia in maglia azzurra”.



