Perché la Juve non vende? Era dal 2022 che non arrivava a 10 giorni dalla fine del mercato senza una cessione

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L'unica somma incassata quest'anno è quella del passaggio di Muharemovic dal Sassuolo al Leeds, in virtù del 50% sulla rivendita. Poi solo prestiti e speranze rimandate

Va bene il mercato, i rinforzi e le esigenze di Spalletti per riportare la squadra al successo. Non succedeva da tempo, però, che la Juventus arrivasse al 20 agosto senza aver venduto un giocatore. Tra gli obiettivi condivisi da Carnevali al suo arrivo, c’è proprio quello di snellire la rosa e sbarazzarsi di tutti i calciatori che non rientrano nei piani del club, provando a monetizzarne le uscite: l’obiettivo, tuttavia, al momento non è stato raggiunto. L’ultima estate vissuta senza vendite è stata quella del 2021, con Cristiano Ronaldo ceduto il 31 agosto. 

USCITE

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L’unica entrata vera quest’anno il club l’ha ottenuta dal trasferimento di Muharemovic dal Sassuolo al Leeds, in virtù del 50% maturato sui 40 milioni di vendita. Tutte le altre cessioni fatte finora sono soltanto frutto di prestiti funzionali ad alleggerire il carico annuale sul bilancio, con la speranza di portare a termine qualche affare a fine mercato: la prima idea porta a David, che porterebbe a una plusvalenza essendo arrivato a parametro zero; ma restano in corsa anche Nico Gonzalez, che vorrebbe tornare all’Atletico Madrid, e Koopmeiners, protagonista in negativo delle ultime due stagioni alla Juventus e ora alla ricerca di riscatto in un contesto diverso. 

VENDITE

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La vendita dell’estate 2026 sarà comunque da record, dopo l’ultima uscita di Alberto Costa il 24 luglio 2025, successivamente a quelle di Iling e Barrenechea il primo luglio 2024. Nell’estate 2023, in cui non erano mancate le difficoltà nella vendita, si era arrivati fino al 14 agosto per ottimizzare la cessione definitiva di Zakaria. Mentre nel 2022 De Ligt era stato venduto il 19 luglio. Con CR7, in effetti, si era andati oltre, fino al 31 agosto. E in quella circostanza c’erano le stesse intenzioni di ora, cioè costruire un nuovo ciclo pluriennale.

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