Perché l'acqua ci va di traverso?

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Ti è mai capitato di bere un semplice sorso d'acqua, magari mentre sei tranquillamente seduto sul divano, e iniziare a tossire furiosamente? È un'esperienza che forse conosciamo tutti, decisamente fastidiosa. Siamo la specie più intelligente del pianeta, abbiamo mappato il DNA e inviato sonde su Marte, eppure veniamo regolarmente sconfitti da un goccio di acqua minerale o dalla nostra stessa saliva...

Ma come è possibile che un meccanismo vitale ed elementare come il deglutire fallisca così spesso? La colpa è di un "incrocio pericoloso" nella nostra gola e di un millisecondo di distrazione del cervello.

L'incrocio più trafficato del corpo umano

Per capire perché ci strozziamo, dobbiamo guardare la mappa della nostra gola. Nel corpo umano, la faringe è una sorta di autostrada a doppio senso dove transitano sia l'aria che respiriamo, sia il cibo e i liquidi che inghiottiamo.

A un certo punto (vedi infografica sotto) questa autostrada si divide in due: la laringe (che porta l'aria ai polmoni) e l'esofago (che porta i nutrienti allo stomaco). Per evitare che l'acqua finisca nei polmoni – dove potrebbe causare problemi respiratori o infezioni se non venisse rapidamente eliminata – la natura ci ha dotati di un importante sistema di protezione delle vie aeree, di cui l'epiglottide è uno degli elementi principali.

epiglottide

In questa infografica è rappresentato il funzionamento dell'epiglottide nella deglutizione: al momento del passaggio del bolo (in estrema sintesi, il "boccone masticato") l'epiglottide si abbassa, chiude la laringe (che è il condotto connesso con l'apparato respiratorio) e fa sì che il cibo prenda la direzione dell'esofago (connesso con la bocca dello stomaco). In modo analogo l'epiglottide evita che anche i liquidi finiscano nella laringe. Nella illustrazione le frecce in verde rappresentano il percorso del cibo, quelle in azzurro il percorso dell'aria.

Si tratta di una piccola struttura di cartilagine flessibile che, insieme ad altri meccanismi protettivi della laringe, contribuisce a chiudere le vie respiratorie durante la deglutizione e a indirizzare il liquido verso l'esofago. Come spiegato dettagliatamente nello studio di neuroanatomia della deglutizione pubblicato su Gastroenterology Research and Practice, questo processo richiede una sincronizzazione perfetta.

Il "parkour" biologico che fallisce in un millisecondo

La deglutizione non è un gesto semplice, ma un balletto neuro-muscolare ultra-complesso che coinvolge decine di muscoli e diversi nervi cranici. Tutto questo coordinamento deve avvenire in una frazione di secondo.

Quando l'acqua "va di traverso", significa che si è verificato un micro-ritardo nella temporizzazione di questo riflesso. Questo accade principalmente per tre possibili motivi:

  • Distrazione cognitiva: stai parlando, ridendo o pensando intensamente a qualcosa. Svolgere più attività contemporaneamente può interferire con la perfetta coordinazione della deglutizione, aumentando il rischio che una piccola quantità di liquido imbocchi momentaneamente la via sbagliata.istrazione cognitiva: Stai parlando, ridendo o pensando intensamente a qualcosa. Il cervello de-prioritizza per un millisecondo il controllo motorio della gola.
  • La fluidità dell'acqua: i liquidi a bassa viscosità come l'acqua si muovono in modo estremamente rapido nella bocca rispetto al cibo solido. Come dimostra la ricerca sulla coordinazione tra respirazione e deglutizione del Journal of Applied Physiology, la velocità dell'acqua lascia molto meno tempo all'epiglottide per reagire se il sistema non è concentrato.
  • Stanchezza: quando siamo molto stanchi i riflessi muscolari (compreso quello di deglutizione) rallentano leggermente.

Basta una singola, microscopica goccia d'acqua che supera l'epiglottide e tocca le corde vocali per scatenare il panico.

Perché la tosse è così violenta?

La reazione del corpo quando l'acqua prende la via sbagliata è immediata e brutale. Iniziamo a tossire iperventilando, con gli occhi lucidi. Questo accade perché le vie respiratorie sono rivestite di meccanocettori altamente sensibili.

Quando avvertono la presenza di un liquido estraneo, inviano un segnale d'emergenza al tronco encefalico. Il cervello attiva istantaneamente il riflesso della tosse: i muscoli del torace si contraggono violentemente per espellere l'aria dai polmoni a una velocità che può superare i 100 km/h.

Secondo gli studi clinici sui meccanismi della tosse dell'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, questo riflesso è una delle difese più ancestrali e salvavita che possediamo. L'obiettivo è letteralmente "soffiare via" l'intruso prima che possa causare danni o infezioni ai polmoni.

Quindi, la prossima volta che ti strozzerai con un sorso d'acqua davanti a tutti, non sentirti imbranato: è solo il tuo sofisticatissimo sistema di sicurezza che ha preso un piccolo spavento e sta facendo il suo lavoro a tempo di record.

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