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“Da piccola andavo agli Internazionali ogni anno, giocare lì è il desiderio più grande per ogni bambino”, dice l’ex n.6 del mondo, vincitrice in doppio nel 2010 e oggi mamma: “I miei figli mi temono. Senza mio marito Fognini non sarei mai diventata quello che sono”
Andrea Barilaro
9 maggio - 15:43 - MILANO
Quando parte a parlare di tennis, Flavia Pennetta è come Usain Bolt nei 100 metri: fa ciao ciao con la manina e non si ferma più. “Ci sono tante cose della mia carriera che penso di non ricordare, poi basta qualcuno che mi riporta indietro e...”. E via, allora. Internazionali di Roma uguale... “Sogno. Per me come per ogni bambino italiano che vuole fare il tennista. Da piccola andavo ogni anno al Foro Italico coi miei genitori, chiaramente avevamo i biglietti in ‘piccionaia’, talmente in alto che i giocatori li vedevo piccoli piccoli. Sono cresciuta con questo torneo nella testa, arrivare a giocarlo è stato bellissimo”.



