A Torino "l'emergenza in questo
momento si chiama crack. Attualmente non abbiamo dei protocolli
strutturati su come contrastare la diffusione del crack e la sua
dipendenza, perché ha un percorso totalmente diverso
dall'eroina. Quindi una delle ipotesi che si sta sviluppando e
che si sta attuando è almeno la distribuzione delle pipette
sterili". Così Claudio Cerrato, capogruppo Pd in Consiglio
comunale, rispondendo ai giornalisti durante la conferenza
stampa convocata per illustrare la proposta di mozione
'L'insicurezza: due fattori chiave, dipendenza da crack e
reiterazione dei reati. Un approccio integrato di salute
pubblica e inclusione sociale".
"Questa cosa - ha aggiunto - aiuta almeno nell'evitare la
diffusione di alcune malattie e dall'altra serve per un
tentativo di aggancio degli operatori". Così "noi abbiamo
proposto questo genere di approccio all'Asl in maniera più
forte, perché dopo che hai sgombrato la Gondrand, se non agganci
in qualche modo", il rischio è la "recidiva" di reati. La
distribuzione di pipe, ha confermato, è tra le politiche di
riduzione del danno previste tra i nove punti della proposta di
mozione. "Quando diciamo di unità mobili, drop-in e servizi di
bassa soglia, è anche quello".
"Ma è già organizzato dall'Asl questo sistema, non è nulla di
nuovo", ha puntualizzato Isabella Martelli, consigliera Pd della
circoscrizione 6. "Non è il modello Bologna, è il modello
Europa, è il modello che funziona", ha sottolineato Teresa
Vercillo, segretaria del Circolo Pd Torino 6 Barriera Di
Milano-Falchera. "Questo modello - ha proseguito - viene già
applicato in Francia, in Svizzera, in Belgio, ed è l'unica cosa
che è stata dimostrata efficace per, come diceva Claudio, fare
un avvicinamento e un uso consapevole. Nessuno sta promuovendo
l'uso di sostanze".
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