"Passione, sacrificio e tantissimo caffè": cosa significa essere juventini in Australia

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Il club bianconero di Perth si prepara ad accogliere i bianconeri: "Siamo in una delle città più isolate del mondo, per noi è un'occasione incredibile", spiega il presidente Marocchi

Matteo Nava

Giornalista

6 agosto - 19:00 - MILANO

Dopo tutto, non ci si rende mai conto di quanto le radici possano andare a fondo, giù nel buio del terreno. A Perth, nell'Australia Orientale, si immergono fino al 1948, con il presidente dello Juventus Club locale, Jason Marocchi, che ci aiuta a far luce: "Mio nonno Saverio in quegli anni giocava nella prima squadra del Perth Azzurri, formata da un gruppo di emigrati italiani, e da allora la famiglia è sempre rimasta legata al club". Da lì, da quello che da noi fu il Secondo Dopoguerra, parte un filo rosso che nelle prossime ore porterà centinaia di tifosi bianconeri ad accogliere la Signora dall'altra parte del mondo rispetto alla sua casa base.

home sweet home

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Dopo i primi giorni di tournée a Hong Kong e dopo l'amichevole contro il Chelsea, infatti, la Juventus segue le orme di Milan e Inter facendo tappa a Perth, dove in programma ci sono i match contro i nerazzurri e contro il Palermo. Se per il popolo bianconero in Italia si tratta di un classico pre-campionato fuori continente come accade quasi ogni anno, lo stesso viaggio è un regalo enorme per chi è abituato a seguire la Signora svegliandosi in piena notte a causa del fuso orario: "A Perth esisteva già uno Juventus club circa vent'anni fa - racconta Marocchi -, ma col tempo, per vari motivi, ha smesso di esistere. Quando abbiamo saputo che la Juventus sarebbe venuta a Perth, mi è stato chiesto di dare una mano a rifondarlo. La risposta dei tifosi è stata straordinaria: in poco più di tre mesi abbiamo già superato i 200 iscritti e continuiamo a crescere giorno dopo giorno". A livello di clima, insomma, la squadra di Luciano Spalletti non respirerà un'aria 'da trasferta': "Non vediamo l'ora di incontrare la squadra e alcune leggende come Alessandro Del Piero, Giorgio Chiellini e Fabrizio Ravanelli".

nessuna amichevole

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Da diversi giorni il club ha preparato il terreno all'arrivo della squadra e, per esempio, in città è stata allestita 'Casa Juventus', che sarà teatro degli eventi organizzati per i tifosi locali. A dispetto della distanza dal cuore pulsante della Signora, l'attesa è tutta per Juventus-Inter di sabato: "Facciamo ancora fatica a credere che un Derby d'Italia venga disputato a Perth. Se qualcuno me lo avesse detto cinque anni fa - continua Marocchi -, gli avrei dato del pazzo. Sarà anche un'amichevole, ma per noi juventini dell'Australia Occidentale l'avversaria è l'Inter, quindi dobbiamo vincere. Dovremo trasmettere tutta la nostra passione e sostenere la squadra. Contro l'Inter non esistono amichevoli". In passato i bianconeri sono stati altre volte in Australia, ma le tappe a Sydney o Melbourne comportano viaggi lunghissimi e particolarmente dispendiosi per chi vive costa occidentale: "Averli qua è un momento storico. Nonostante la distanza, molti dei nostri iscritti hanno un legame molto forte con l'Italia, perché ci sono nati oppure hanno origini italiane. Perth è una delle città più isolate del mondo, quindi siamo abituati alle distanze. Ma questo non significa sentirsi lontani: credo che qui ci siano alcuni dei tifosi della Juventus più appassionati e preparati al mondo".

mio cugino e il caffè

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Il presidente del club, Jason Marocchi, rappresenta un campione esemplare del tifoso bianconero a Perth: "Sono cresciuto guardando Giancarlo Marocchi con la maglia della Juventus e da bambino dicevo ai miei amici che era mio cugino, ma - da quello che so - non c'è legame di parentela. Tutti e quattro i miei nonni, sia da parte di madre che di padre, sono italiani. Il mio amore per la Juventus nasce guardando insieme a mio nonno Angelo le registrazioni della vittoria dell'Italia ai Mondiali del 1982. Mi innamorai dei tanti juventini presenti in quella Nazionale, soprattutto Zoff, Rossi, Tardelli, Gentile e Scirea. Al Mondiale successivo ci siamo poi innamorati di Schillaci e Baggio ed è stato lì che il legame con la Juventus è diventato ancora più forte". E ora? Qualche occhiaia di troppo e un po' di caffeina nel sangue: "Organizziamo diversi eventi durante l'anno e per le partite più importanti organizziamo i classici watch party, anche se questo richiede un bel sacrificio per i nostri soci: qui a Perth la maggior parte delle gare della Juventus inizia alle tre del mattino. Nonostante questo c'è sempre grande partecipazione e, naturalmente, tanto caffè per restare svegli e sostenere la squadra. Qui essere tifosi della Juventus richiede sacrificio, costanza e tantissima passione". Tutti pronti, quindi, per il calcio giocato: "Saremo in massa allo stadio e vogliamo mostrare al resto del mondo quanto sono appassionati gli juventini dell'Australia Occidentale".

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