In Italia ne mancano 60mila: previsto un iter semplificato per riconoscere i titoli. Al via anche dei piani d'azione di addestramento con una parte di formazione linguistica
21 maggio 2026

In Italia mancano oltre 60mila infermieri. In Europa e anche tra i Paesi Ocse siamo tra quelli che ne hanno di meno e servono molto più dei medici. Soprattutto ora che aprono le nuove Case di comunità della nuova Sanità territoriale finanziate con 2 miliardi dal Pnrr che vanno popolate anche di infermieri. Ecco perché arriva al momento giusto la firma tra Italia e India - tra i dossier al centro del vertice a Roma tra la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro indiano Nerandra Modi - della dichiarazione d'intenti per facilitare la mobilità degli infermieri indiani verso l'Italia. Un percorso che è iniziato ad Ancona due anni fa durante il G7 quando il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva annunciato questo progetto.
Il riconoscimento più veloce di titoli
Il documento punta a «individuare alcuni titoli di infermieri conseguiti in India che - spiega la relazione illustrativa - presentano un percorso professionale sovrapponibile rispetto al percorso curriculare e professionale dell'infermiere secondo l'ordinamento italiano», evitando così lungaggini e adempimenti «compensativi». Alla luce di questi titoli riconosciuti in modo automatico i due ministeri indiano e italiano si impegnano a «individuare procedure di reclutamento che, in presenza di determinati requisiti professionali e linguistici, consentano ai professionisti indiani la diretta iscrizione all'Ordine, e pertanto l'esercizio della professione». Una corsia veloce, questa, che prevede anche «piani d'azione di addestramento con una parte iniziale di formazione linguistica di base fornita e certificata in India, oltre a competenze tecniche e linguistiche aggiuntive da fornire in Italia». Nella dichiarazione congiunta è prevista anche l'istituzione di un Comitato di coordinamento congiunto che avrà il compito di facilitare le procedure di reclutamento.
Le altre iniziative dell'accordo con l'India
L'intesa con l'India prevede anche che sarà facilitato lo scambio di professionisti senior e junior tra le rispettive istituzioni sanitarie per «promuovere l'apprendimento interculturale e migliorare le competenze professionali, contribuendo allo sviluppo reciproco delle competenze sanitarie e favorendo un ambiente collaborativo». Prevista anche l'organizzazione di workshop, seminari e conferenze congiunti per gli infermieri «per scambiare esperienze, affrontare sfide comuni ed esplorare soluzioni collaborative, rafforzando così il networking e rafforzando le relazioni professionali». All'articolo 7 viene anche stabilito che ogni singolo contratto di lavoro tra un lavoratore e un datore di lavoro sarà regolato dalla legge italiana, incluso il contratto di lavoro. Lo stesso articolo 7 della dichiarazione d'intenti tra India e Italia prevede poi che agli infermieri sarà permesso trasferire i loro risparmi in una valuta convertibile in India





