La nutrizionista Valeria Blasi spiega la differenza e come arrivare ad una corretta diagnosi
Daniela Cursi Masella
5 agosto - 10:13 - MILANO
Grasso o gonfiore? La confusione è all’ordine del giorno. La nutrizionista Valeria Blasi fa chiarezza sull’argomento. “Non sempre un aumento del volume della pancia è dovuto al tessuto adiposo. Spesso si tratta di un semplice gonfiore addominale, una condizione molto frequente che ha cause e soluzioni completamente diverse rispetto all’accumulo di grasso. Imparare a distinguere queste due situazioni è importante non solo per motivi estetici, ma soprattutto per la salute e per evitare strategie alimentari inappropriate”.
pancia gonfia
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La pancia gonfia è generalmente una condizione transitoria. “L’addome tende ad aumentare di volume soprattutto dopo i pasti, può essere accompagnato da tensione, senso di pesantezza, meteorismo o eccessiva produzione di gas e, nel corso della giornata, il suo aspetto può cambiare sensibilmente. Al mattino, ad esempio, molte persone si svegliano con l’addome piatto e notano il gonfiore comparire progressivamente nelle ore successive”. Le cause possono essere molteplici. “Tra le più frequenti – chiarisce l’esperta - troviamo un’alimentazione troppo ricca di alimenti fermentabili, un’eccessiva introduzione di aria durante i pasti, pasti consumati rapidamente, alterazioni del microbiota intestinale, stipsi, sindrome dell’intestino irritabile o, in alcuni casi, intolleranze e malassorbimenti che meritano un approfondimento clinico. Anche lo stress può influenzare la motilità intestinale e contribuire alla comparsa del gonfiore”.
grasso addominale
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Il grasso addominale, invece, è un accumulo di tessuto adiposo che si sviluppa progressivamente nel tempo e non varia nell’arco della giornata. “L’addome rimane aumentato di volume anche al risveglio e la circonferenza vita tende ad aumentare gradualmente nel corso dei mesi o degli anni. In questo caso non si tratta di gas o distensione intestinale, ma di un reale incremento del tessuto adiposo”. La nutrizionista sottolinea che il grasso addominale comprende sia il grasso sottocutaneo, localizzato sotto la pelle, sia il grasso viscerale, che si accumula intorno agli organi dell’addome. “Quest’ultimo è quello che desta maggiore attenzione dal punto di vista clinico perché è strettamente associato a un aumentato rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, steatosi epatica e sindrome metabolica. Oggi sappiamo che il tessuto adiposo non è un semplice deposito di energia, ma un vero organo endocrino e immunitario. Quando aumenta e diventa disfunzionale produce sostanze infiammatorie, tra cui citochine come TNF-α e interleuchina-6, che favoriscono uno stato di infiammazione cronica di basso grado e contribuiscono allo sviluppo di alterazioni metaboliche come l’insulino-resistenza”. La nutrizionista illustra i fattori che influenzano il grasso addominale: alimentazione ricca di prodotti ultraprocessati, eccessivo consumo di zuccheri e grassi di scarsa qualità, sedentarietà, perdita di massa muscolare, sonno insufficiente, stress cronico e cambiamenti ormonali. “Anche la qualità dei grassi introdotti con la dieta è importante. Un consumo eccessivo di acidi grassi saturi – aggiunge - in particolare di acido palmitico e acido stearico, può favorire un ambiente metabolico più infiammatorio, mentre un’alimentazione ricca di olio extravergine di oliva, pesce, frutta a guscio, fibre e alimenti vegetali apporta nutrienti e composti bioattivi che aiutano a mantenere un migliore equilibrio metabolico”.
come distinguere tra pancia gonfia e grasso addominale
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Per identificare il gonfiore o il grasso addominale è utile osservare alcuni segnali. “Se il volume dell’addome cambia nel corso della giornata, è spesso accompagnato da tensione o meteorismo e migliora dopo l’evacuazione o durante la notte, è probabile che si tratti di gonfiore. Se invece la circonferenza della vita aumenta progressivamente, rimane stabile nell’arco della giornata ed è associata a un incremento del peso corporeo o della massa grassa, è più probabile che sia presente un accumulo di tessuto adiposo”. Naturalmente le due condizioni possono anche coesistere. “Una persona può presentare contemporaneamente un eccesso di grasso addominale e un intestino che tende a gonfiarsi facilmente. Proprio per questo motivo è importante evitare il fai da te e rivolgersi a un professionista quando il gonfiore è persistente o quando la circonferenza vita aumenta progressivamente senza una causa apparente. L’obiettivo non è semplicemente avere un addome più piatto, ma comprendere l’origine del problema. Trattare un gonfiore intestinale come se fosse grasso corporeo porta spesso a restrizioni alimentari inutili, mentre ignorare un eccesso di grasso addominale significa trascurare un importante fattore di rischio per la salute. Una corretta diagnosi – conclude l’esperta - rappresenta sempre il primo passo per impostare un percorso nutrizionale realmente efficace e personalizzato”.

