Il musicista e compositore argentino, è l’autore di Cuarta Estrella, il brano diventato il coro più amato dalla Seleccion: "Le isole Falkland? Per noi argentini è una questione sociale, non calcistica"
Oscar Maresca
14 luglio 2026 (modifica alle 21:34) - MILANO
La canzone che accompagna ogni vittoria dell’Argentina in questo Mondiale ha rischiato di restare chiusa in un cassetto per sempre: “Avevo dei dubbi sul testo, poi sulla musica. Non sapevo che impatto avrebbe avuto. L’ho composta sei mesi fa, l’inizio del torneo era ancora lontano. Invece è diventata la colonna sonora dei tifosi dell’Albiceleste in tutto il mondo e pure di Messi e compagni. Sto vivendo un sogno”. Palmito, musicista e compositore, è l’autore di Cuarta Estrella: il brano diventato il coro più amato dalla Seleccion. “Per due volte mi hanno negato il visto d’entrata negli Stati Uniti. Grazie al successo della canzone ho iniziato a lavorare per un’emittente televisiva argentina seguendo la squadra di Scaloni allo stadio in ogni partita. Domenica ho cercato per 10 ore un volo che mi portasse ad Atlanta, non potevo mancare per la semifinale contro l’Inghilterra”.
Quarant’anni dopo il gol del secolo e la Mano di Dio, l’Albiceleste ritrova gli inglesi sulla strada per l’ultimo atto della competizione.
“Messi non ha mai sfidato l’Inghilterra, continuerà a battere i suoi record. È una partita storica, vogliamo rendere felice Diego. Da lassù farà il tifo per noi”.
Inghilterra-Argentina è più di una semplice partita.
“Lo dico nella canzone: ‘Per le Malvinas, per Diego, per l’ultima di Leo’. Quando ho scritto Cuarta Estrella ho pensato a quali fossero gli elementi più importanti da inserire nel brano: la guerra delle Malvinas, Maradona, l'ultimo Mondiale di Leo. Per noi argentini è una questione sociale, non calcistica”.
Qualcuno ha criticato il testo proprio per il passaggio sulle Falkland.
“La canzone è espressione del sentimento popolare. Rivendicheremo le Isole Falkland fino all'ultimo giorno in cui esisterà un argentino su questa Terra, fanno parte della nostra storia. Ci sono state sottratte illegalmente, non 35 o 40 anni fa, ma 200 anni fa. Sono un artista argentino, ma prima sono un cittadino argentino: se il mondo adesso ha l'opportunità di ascoltarci, deve sapere che difenderemo sempre il nostro Paese e la nostra gente da qualsiasi attacco ingiusto”.
Si aspettava questo successo?
“I tifosi argentini si identificano profondamente con la musica, i cori da stadio, il famoso banderazo prima di ogni partita. Quando ci siamo qualificati per il Mondiale ho pensato di unire le mie più grandi passioni: la musica e il calcio. Volevo dare il mio piccolo contributo a quest’avventura, o almeno provarci”.
Possiamo dire che ci è riuscito.
“Ho riadattato un famoso brano di Gilda, la regina della cumbia argentina, la canzone era già cantata negli stadi. Ho riscritto il testo pensando di raccontare una storia, non si trattava soltanto di un brano, ma di creare qualcosa che potesse rappresentare al meglio la storia dell’Argentina. Così è nata Cuarta Estrella”.
Adesso la conoscono tutti.
“Sui social mi arrivano video in cui si canta il brano in ogni parte del mondo: dagli Stati Uniti al Sudamerica, passando per l’Europa, pure in Arabia Saudita e addirittura in Cina. I tifosi negli Usa mi fermano chiedendo una foto e ringraziandomi: messicani, giapponesi, israeliani. Chiunque. Questa canzone ha toccato il cuore di tutti”.
Ed è arrivata fino allo spogliatoio dell’Argentina.
“È stato il premio più bello che abbia mai potuto ricevere come artista. I giocatori della nazionale rappresentano tantissimo per noi. Non è soltanto calcio: è passione, emozione. Ci hanno insegnato a non mollare mai e ad andare avanti. Anche a lasciarci aiutare dagli altri. Se loro si emozionano cantando la mia canzone, io sono onorato. È la miglior soddisfazione della mia vita, per aver scelto di vivere di musica. È una fonte di forza immensa”.
È riuscito a incontrare Messi e compagni?
“Non ne ho ancora avuto l'occasione. Non voglio disturbarli, sono concentrati sulla finale da raggiungere. È quella la gioia più grande che possono regalare a tutti gli argentini, me compreso. Cantando Cuarta Estrella, in un certo senso, hanno parlato anche di me. Il mio desiderio si è già avverato”.
Se dovesse riuscirci, cosa vorrebbe dire a Leo?
“Grazie per averci insegnato così tanto nella vita, grazie per averci regalato tanta gioia. Per averci fatto dimenticare i problemi. Per aver rappresentato il sogno di tutti noi che abbiamo sempre desiderato giocare a calcio. Per aver rappresentato l'Argentina ai massimi livelli mondiali, per aver dato il 100%, per aver affrontato ogni avversario con rispetto, sia i più deboli che i più forti”.
L’Argentina può vincere la quarta stella?
“’Quiero ver la cuarta estrella brillar en la camiseta’, come dice la canzone”.



