Loro tre, ma anche Calafiori, Donnarumma, Retegui... non c'è dubbio che il nostro sistema sia da riformare, ma i giocatori buoni li abbiamo
Non c’è dubbio che si possa e si debba far meglio. Non c’è dubbio che il calcio italiano abbia bisogno di rifondarsi. Come hanno detto Abodi e Malagò, alla fine del loro incontro c’è talmente tanto da lavoro da fare che è indispensabile fissare alcune priorità. Però, e non è soltanto uno sfoggio di ottimismo o una visione distorta della realtà, forse il livello del calcio italiano, o meglio dei calciatori italiani, viene dipinto in maniera un po’ troppo negativa. E’ vero, verissimo, che abbiamo fallito per la terza volta la qualificazione al Mondiale ed è una sofferenza, ogni giorno, mettersi lì a vedere le parete di ben 48 contendenti. E noi no, noi stiamo a casa. Un dolore sportivo, certo, su cui però è il caso di riflettere profondamente, per non bollare i nostri giocatori come i più… scarsi del mondo.

