È il 12 luglio 1949: con la maglia di campione italiano, Fausto Coppi vola sul Tourmalet nella tappa Pau-Luchon. Il Campionissimo vincerà il Tour
e farà doppietta con il Giro
PRESSE SPORTS
Nella sesta tappa viene scalata la montagna simbolo del Tour, inserita per la prima volta nel 1910. Sono 17 km che hanno scritto la leggenda del ciclismo. Tutto iniziò con una bugia su un telegramma...
È la montagna simbolo del Tour de France, come lo Stelvio per il Giro d’Italia. Il Col du Tourmalet è il Gigante dei Pirenei: svetta a 2115 metri di quota su un panorama verdissimo. Silenzio totale, non c’è niente attorno. In cielo l’aquila, nei boschi gli orsi e i lupi. Siamo a pochi chilometri dalla frontiera spagnola, e dal 21 luglio 1910 qui si è scritta la leggenda del ciclismo e del Tour. Nessun’altra salita è stata più presente nel tracciato della corsa: sarà l’89ª volta. In tre occasioni, 1974, 2010 e 2019, è stato anche arrivo di tappa. Pogacar contro Vingegaard, Evenepoel e Seixas: il record di scalata del Tourmalet è proprio di Vingegaard, con 45’11” alla media di 22,7 km/h.
versante la mongie
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Il Tourmalet è inserito nella sesta tappa, Pau-Gavernie Gèdre, 186 km, il tappone pirenaico. Si affronta dal versante di La Mongie (e non da quello più lungo di Bareges): sono 17,1 km con pendenza media del 7,3% e punte del 10% tra i km 9 e 12. Il dislivello è di 1249 metri. Chi passa primo in vetta vince il premio Souvenir Jacques Goddet, mitico direttore di corsa del Tour. Dalla vetta del Gigante mancano 39 km al traguardo, e in questo giovedì il Tourmalet sarà anticipato da un gemellino, il Col d’Aspin, quello delle spinte e degli insulti dei francesi a Gino Bartali nel 1950: con Peyresourde e Aubisque, quelle quattro salite costituivano il giro della morte dei Pirenei. Mettono timore anche oggi, nell’era delle bici in carbonio e dei cambi elettronici controllati con il wi-fi.
la storia
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Era tutto sterrato, il Tourmalet, la prima volta al Tour de France: il 21 luglio 1910, alle 3.30 di notte, i corridori partono da Luchon per Bayonne nella decima tappa. Leader della corsa è François Faber, davanti a Lapize, formidabile scalatore. Da superare 326 km con 4 colli: appunto, Peyresourde, Aspin, Tourmalet e Aubisque, presenti per la prima volta sulla strada del Tour. Il fondatore della Grande Boucle, Henri Desgrange, pistard e giornalista, discute da mesi se inserire nel tracciato delle montagne tra Francia e Spagna. Il Tour era nato nel 1903, serviva qualche aggiustamento. Così ne parla a lungo con Adolphe Steinès, storico disegnatore del Tour. "Caro Adolphe. Va bene tutto, ma questa è un’idea folle", pensa Desgrange. Amava la corsa dura, ma i Pirenei sembravano troppo pure per lui. Steinès, però, non molla: "Si può fare, fidati". E allora arrivano a un patto: il Tour sarebbe passato da lì se il disegnatore si fosse recato sul posto a verificare la fattibilità del progetto. Così nel gennaio 1910 Steinès prova a salire sul Tourmalet in auto per vedere la salita. La leggenda dice che si fermò a un’osteria ai piedi del Tourmalet e ricevette questa risposta: "Già è difficile arrivare in vetta d’estate, figuriamoci in inverno". Steinès viene travolto da una bufera di neve, continua a piedi, di notte, si perde, viene ritrovato ma alla fine decise che quella tappa si doveva fare, il Tourmalet doveva essere scalato. "Arrivato a piedi in vetta al Tourmalet STOP Strada transitabile ai veicoli STOP". È il suo telegramma a Desgrange. Non è vero, ma il Tourmalet si farà.
il primo, lapize
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Tourmalet vuol dire brutto passaggio, colle cattivo, strada malvagia. Già questo basta per spiegare quanto timore incuta. Chi si avventurava da queste parti rischiava di essere aggredito dai briganti, prima che da orsi o lupi. Il primo a conquistarlo in quel 1910 è proprio Octave Lapize, che alterna tratti in bicicletta a tratti a piedi. Le bici pesano 15 chili, un solo rapporto (22x11), il regolamento vieta il cambio di abiti. Fa caldo, la strada (una mulattiera) è un inferno di polvere. Lo sforzo è così bestiale che Lapize, in cima, sfiancato dalla fatica, lancia agli organizzatori quelle famosissime parole: "Vous êtes des assassins!". "Siete degli assassini!". Lapize è stato un fuoriclasse dell’epoca, vincitore di tre Parigi-Roubaix e proprio di quel Tour 1910. Nel 1914, con lo scoppio della Prima guerra mondiale, si arruola volontario e parte per il fronte. Muore il 14 luglio 1917 a 29 anni.
les italiens
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Gli italiani sul Tourmalet hanno scritto pagine memorabili del grande romanzo giallo del Tour. Il 2 luglio 1924 Ottavio Bottecchia, in maglia gialla, si regala la sua impresa più grande. Scatta sull’Aubisque, scala da solo il Tourmalet con 40º di temperatura, scollina con 10’53” su Buysse, supera Aspin e Peyresourde e, dopo un assolo di 150 km, arriva a Luchon con 18’58” su Buysse. Bartali passa primo nel 1938, Coppi per due volte, nel 1949 e nel 1952, quando, in maglia gialla, è primo a Bagneres de Bigorre. Entrambi vincono quei tre Tour. Bartali nel 1938 dice: "È la salita che mi ha fatto più soffrire". Veniamo agli anni più vicini a noi. Nel 2004, sullo stesso versante del Tourmalet di questa edizione del Tour, Ivan Basso sul traguardo di La Mongie batte in volata Lance Armstrong (che gli lascia lo sprint). E sul Tourmalet nel 2014 in maglia gialla da dominatore del Tour passa anche Vincenzo Nibali, prima di trionfare a Hautacam.
il cannibale
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Sul Tourmalet inizia la più straordinaria impresa di Eddy Merckx. Il 15 luglio 1969 si disputa la Luchon-Mourenx, 214 km. Merckx è maglia gialla con 8’21” su Pingeon. Quel giorno scopre che il compagno di camera Van den Bossche ha firmato per la Molteni. Sentendosi tradito, quando, in cima al Tourmalet, Martin allunga per scollinare primo, Merckx scatta e lo brucia. Poi si mette a pedalare. Mancano 140 km al traguardo, da solo contro tutti. All’arrivo ha 7’56” su Dancelli, secondo. Il 20 luglio, poche ore prima che Neil Armstrong mettesse i piedi sulla Luna, Merckx vince il Tour all’esordio con 17’54” su Pingeon, 22’13” su Poulidor e 29’24” su Gimondi, E conquista anche sette tappe.



