Oggi è festa! La Repubblica compie 80 anni e lo sport ne è una colonna che insegna educazione

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Quel 2 giugno 1946 l'Italia votò spazzando via la monarchia e 77 anni dopo lo sport entrava nella Costituzione: nell’articolo 33 che tratta anche dell’arte. Capito, allenatori? Giocare male è anticostituzionale…

Luigi Garlando

Giornalista

2 giugno 2026 (modifica alle 07:44) - MILANO

Oggi è festa: la nostra Repubblica compie 80 anni. Quel 2 giugno 1946 il voto di oltre 12 milioni di italiani spazzò via la monarchia, complice del fascismo e delle leggi razziali. Il referendum, per la prima volta, era a suffragio universale. Orgogliosamente ai seggi anche le donne, finalmente. In quella giornata storica una rappresentativa di giornalisti sportivi milanesi sfidò a Lugano i colleghi ticinesi. Tra i lombardi giocava Gianni Brera, allora alla Gazzetta, tra gli avversari Giuseppe Albertini, storica voce della tv svizzera che segnò il primo gol nel 3-2 a favore dei locali. Il 2 giugno si votò anche per i membri della Costituente che non avrebbero inserito lo sport nella Carta. Troppe erano le priorità nella ricostruzione e ancora poco popolare l’attività sportiva per meritare una citazione. E poi lo sport era stato strumento di regime, megafono di bestialità quali la supremazia razziale. Ha dovuto percorrere una maratona di 77 anni prima di entrare nella nostra Costituzione, nel 2023: "La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme".

lo sport? educazione!

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Quando Johan Cruijff sentiva parlare di sport come “educazione fisica”, sclerava. "Buttate via quell’aggettivo! Lo sport è educazione. Punto!". Vero. Educazione alla socialità, alla legalità, all’inclusione. Alla vita. Oggi che festeggiamo gli 80 anni della Repubblica, lo sport è una colonna portante della nostra democrazia. Non sfugga che di sport si parla nell’articolo 33 che tratta anche dell’arte. Capito, allenatori? Giocare male è anticostituzionale…

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