racconto
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Dall'inizio alla fine, la vita del mitico allenatore dell'Interè avvolta nel mistero: dalla data di nascita 'taroccata' all'urna poi spostata nella zona riservata agli evangelici. Come se tutto, nella storia di quest’uomo fuori dal comune, fosse un abbaglio
Helenio Herrera era un uomo pieno di segreti. Si era - letteralmente - inventato una vita parallela a quella reale, di dominio pubblico. E quella vita la impreziosiva di favolosi aneddoti e imprese leggendarie. Erano storie bugiarde che ammantavano l’epica del Mago. A partire dalla data di nascita. Per molto tempo - per quasi tutta la sua vita - Herrera aveva raccontato di essere nato il 16 aprile del 1916 (oggi in teoria ricorrerebbero i 110 anni). Non era vero. Lo scoprì la sua ultima moglie, la donna che lo ha accompagnato fino alla fine, Flora Gandolfi. Il Mago si era tolto sei anni, l’aveva fatto - probabilmente - per vanità. Nel porgersi verso il genere femminile - e di amanti ne ha avute tante - ci teneva a sembrare più giovane. Flora lo scoprì quando, dopo la sua morte (9 novembre 1997), tra le cose care del marito, trovò il passaporto e lo aprì: la data riportata era il 10 aprile, del 1910. L’aspetto buffo è che per anni il Mago - il 16 aprile - riceveva gli auguri di amici e colleghi, senza fare un plissé. Una volta, poichè bizzarri sono i meccanismi della mente umana, spostò la data di nascita di un giorno, il 17 aprile, assicurando che era venuto al mondo di notte, in un’ora imprecisata. Ah, dettaglio: di passaporti ne aveva tre. Quello francese, quello spagnolo e quello argentino.

