Negli scorsi due anni si è registrato
"un fortissimo aumento delle richieste di informazioni da parte
delle forze dell'ordine (Gdf, Carabinieri, Polizia e Autorità di
vigilanza) all'Oam", l'organismo degli agenti e mediatori che
detiene il registro degli operatori virtuali. Secondo quanto
emergo nella presentazione del libro 'criprovalute, domanda,
offerta e regolamentazione' curato dall'ufficio studi Oam, le
richieste sono salite fra il 2023 e il 2025 del 300% "con
ulteriori 24 richieste nei primi due mesi del 2026, confermando
il ruolo centrale dell'organismo nel supporto alla vigilanza".
L'Oam ricorda come grazie al protocollo d'intesa, alla Gdf è
garantito "un accesso diretto completo e senza restrizioni al
set informativo degli operatori virtuali" divetando "un punto di
riferimento fondamentale per le attività investigative e di
contrasto agli illeciti" specie in tema di antiriciclaggio. Uno
scenario che cambierà il 30 giugno quando finirà il periodo
transitorio di spostamento verso il passaporto europeo per gli
operatori cripto e verrà meno questo accesso diretto anche se
saranno rafforzate le tutele per i consumatori. Lìobbligo di
trasmissione dei dati da parte degli operatori è cessato
peraltro lo scotso ottobre 2025. Fino alla data di cancellazione
del registro gli operatori conserveranno le info per 10 anni.
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12 ore fa
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