Sotto il colosso indiano Tvs, il marchio britannico sforna una sportiva dal rapporto peso/potenza di circa 1 e con 130 Nm di coppia. L’abbiamo testata su strada e in pista, ecco come va
Creare un’azienda che fino a pochi anni fa era solo un adesivo è stata la sfida intrapresa dai tecnici Norton dopo l’acquisizione del brand britannico da parte di Tvs. Quest'ultimo, per chi non lo conoscesse, è il colosso indiano terzo produttore al mondo in termini di volumi, in grado di investire oltre 200 milioni di sterline negli ultimi cinque anni per rilanciare Norton stessa. Per la sportiva Manx R c’erano sul piatto due strade: prendere il regolamento tecnico della Superbike e proporre una race replica andando a sfidare - almeno inizialmente ad armi impari - chi già da anni occupa questa nicchia di mercato; oppure partire da un foglio bianco e fare qualcosa di diverso. Neanche a dirlo, si è scelta la seconda opzione. Il risultato è una sportiva premium pulita nelle linee, senza alette, senza soluzioni estreme, ma utilizzabile ogni giorno e meglio sfruttabile su strada, senza necessariamente il pallino della pista.
1 Il prezzo
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Il nome Manx celebra i successi di Norton nelle corse stradali del Tourist Trophy (TT) sull'Isola di Man, in particolare negli anni Cinquanta e Sessanta. Ad oggi, Norton vanta 94 vittorie e 323 podi al TT. Proposta in tre versioni più l’esclusiva First Edition, la Norton Manx R ha un prezzo di listino che parte da 23.250 euro, ma per portarsi a casa la Signature - quella che state vedendo nelle foto presenti in questo articolo, con sella monoposto, sospensioni elettroniche semiattive, cerchi in carbonio Rotobox Bullet Pro, carene in carbonio e due colorazioni specifiche - bisogna staccare un assegno da ben 43.750 euro. Una buona via di mezzo può essere rappresentata dalla variante Apex, con sospensioni elettroniche e cerchi forgiati in alluminio leggeri OZ Racing proposta a un prezzo di 29.750 euro. Solo su richiesta è possibile conoscere il prezzo della Manx R First Edition a tiratura limitata: è il modello top di gamma con viteria e fissaggi in titanio, componenti in alluminio ricavati dal pieno, scarico in titanio Akrapovič, pinze Brembo Hypure colorate in edizione speciale, piastra di sterzo numerata, dettagli con bandiera Union Jack aerografata e sella in pelle trapuntata ricamata.
2 La qualità
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In Norton hanno voluto ricreare e riprendere in mano il Dna proprio del brand britannico fondato nel 1898, capace di sfornare - nel corso del Novecento - opere su ruote come la Commando, la Manx e la Dominator. E questo Dna era rappresentato dall’innovazione tecnologica, in rapporto con l'epoca, unita all’eleganza delle linee. Ecco allora che in Norton, per la Manx R, hanno optato per l’ultimo cavillo tecnico per quanto concerne le sospensioni. Queste, firmate Marzocchi, dispongono di potenziometri lineari avanzati in grado di misurare in tempo reale e in modo indipendente la posizione, la velocità e l’accelerazione delle sospensioni. Trattasi di una funzione in grado di lavorare in sinergia con l’Imu a 6 assi e mai offerta prima su di una supersportiva. In questo modo l'elettronica è sempre a conoscenza di cosa sta succedendo a forcelle e monoammortizzatore, se il pilota sta affrontando una salita o se sta impennando. Non mancano poi corpi farfallati elettronici indipendenti per la bancata anteriore e quella posteriore, doppia iniezione per cilindro e disattivazione dei cilindri in condizioni di forte calore per migliorare i consumi. E c'è anche un contralbero di bilanciamento per ridurre le vibrazioni.
3 Come è fatta
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Basandosi dunque su un concetto di moto sì supersportiva tuttavia senza una rigidità trasversale del telaio estrema, Norton accompagna tale ideale con un design moderno ma in grado di ricordare l'eredità storica del brand, dove le linee pulite e d’impatto sono al centro del look della moto. In questo scenario si elevano le linee minimal della moto, evidenziandone il flusso dinamico e valorizzando, lato ergonomia, la connessione uomo-moto. L’attenzione al dettaglio, ai materiali e alla qualità si riscontra anche nei tasti dei blocchetti al manubrio, in metallo anziché in plastica. E per capire la pulizia delle linee basta sapere che non ci sono viti a vista se non - gioco forza - alla base della forcella. Osservandola lateralmente, si nota come vi sia una linea di mezzo che “taglia” in due la moto e tende all’infinito, preferita rispetto ad avere una moto esageratamente caricata sull’anteriore e che punta lo sguardo a due metri dalla ruota frontale. In ultima analisi i dettagli: tolleranze minime, alettature del faro posteriore e dei fianchetti laterali, firma luminosa identificativa e cinque tinte per le carene: Trophy Silver, Matrix Black, Glacier Blue, Celestial Gray e Aqua Green.
4 La tecnica
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Secondo i dati raccolti da Norton su una base di 218.000 km di test, chi acquista e usa le super sportive sfrutta la moto oltre gli 8.000 giri/min per meno dell'1% del tempo. Perciò i tecnici Norton hanno deciso di incentrare la sportiva attorno alla sfruttabilità su strada, rinunciando alle massime performance su pista. In questo contesto s’inseriscono vari aspetti: la flessibilità laterale del telaio in primis, pur garantendo una forza pari a 1 G in staccata, e poi la corposa schiena di coppia ai medi e bassi regimi, preferita a un poderoso tiro agli alti regimi. Certo, rimangono 209 Cv di potenza su poco più di 200 kg di moto senza il pieno di benzina (kg più, kg meno, a seconda della versione); ma si sfida chiunque a lamentarsi dell’assenza di tiro agli alti con un valore di questo tipo dato dal V4 a 72° a scoppi irregolari. Disponendo di 130 Nm di picco di coppia, con il 70% di essa disponibile dai 5.000 giri/min in su, la Norton Manx R garantisce una spiccata reattività.
5 La ciclistica e l’elettronica
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Il motore compatto è incastonato all’interno di un telaio doppia trave in alluminio pressofuso, saldato a mano a Birmingham (più precisamente a Solihull, sud-est di Birmingham, dove la Manx R è interamente progettata, ingegnerizzata e costruita nel moderno quartier generale Norton) e abbinato a un forcellone monobraccio anch’esso in alluminio; l’interasse è di soli 1.485 mm, la sella è posta a 84 cm da terra. Anche lato elettronica Norton ha puntato a fare un pacchetto sì completo ma improntato a essere il meno invasivo possibile, prediligendo una guida pulita. Ci sono il controllo di trazione su più livelli, l’anti-impennata disinseribile, l’Abs Cornering disinseribile, il quickshifter bidirezionale, il rev-matching, l’hill hold control, il cruise control ottimizzato per le curve, il controllo dello slittamento della ruota posteriore in frenata, la frenata elettronica combinata, lo sliding control, il launch control e cinque modalità di guida, di cui tre per la strada e due per la pista. Il cruscotto digitale da 8" con connettività Bluetooth/Wi-Fi ha la caratteristica di essere touch, è ingegnerizzato internamente da Tvs e dispone di un'integrazione completa per GoPro, oltre ad avere navigazione e telemetria tramite l'app Norton Rider. Non mancano l'accensione keyless, le luci diurne a Led, il tracciamento live Gps e l'antifurto.
6 Come va su strada
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Il primo approccio con la Norton Manx R è su strada: uscendo dal tracciato di Monteblanco e passando per i paesi a ovest di Siviglia, si avverte subito un certo calore provenire dalla moto. Alle basse velocità, infatti, la moto tende a scaldare piuttosto facilmente. All’aumentare della velocità la situazione migliora sensibilmente, tanto da non avvertire più il problema una volta superati i 70/80 km/h e i tratti congestionati. Raggiunte le strade collinari, si gode di una valida ergonomia in sella che permette di muoversi agilmente sulla moto andando a incidere con il proprio corpo sulla guida della moto stessa. C’è tanto spazio per muoversi avanti e indietro, oltre che lateralmente, anche se usando la tuta in pelle il serbatoio tende a essere un filo scivoloso. Nei curvoni veloci è dove la Manx R dà il meglio di sé, più che nel lento. In un contesto come quello collinare si sfrutta appieno la grande coppia del motore: in mappa Rain l’erogazione è fluida, la Road è quella preferibile su strada e la Sport accentua la risposta secca ogni volta che si riprende in mano la manopola dell'acceleratore.
7 Come va in pista
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Il telaio più flessibile lateralmente aiuta su strada a copiare meglio le asperità del terreno ma si traduce in minor precisione in pista. A patto d'avere riferimenti con altre supersportive, ovviamente; altrimenti si rimane comunque impressionati dalle capacità dinamiche di una supersportiva da 209 Cv, un'esperienza su due ruote molto più vicina che altre al racing. In staccata il valido impianto frenante firmato Brembo con pinze monoblocco Hypure in lega d'alluminio fa egregiamente il suo lavoro, ma l’inserimento in curva non è immediato. Anche qui, l’ergonomia in sella è il punto forte della moto: si ha modo di spaziare su di essa ed esporsi molto con il corpo per agire in modo attivo sulla guida della moto. Altro punto forte già notato su strada ma che si eleva tra i cordoli del tracciato Monteblanco è la schiena del motore. Anche entrando con una marcia in più in curva, c’è tutta la coppia del mondo per uscire in modo brillante. Diventa quasi inutile spingersi oltre i 10.500/11.000 giri/min (a fronte di 11.500 giri/min di regime di rotazione massimo), meglio dare la marcia successiva e sfruttare il V4 dove dà il meglio di sé, magari giocando con i controlli elettronici (quasi impercettibili e che restituiscono una sensazione di guida pura). Un aspetto negativo è legato al cambio: un po' brusco in scalata (ma tutto sommato può anche piacere così, bello deciso), è lento a salire di marcia e su strada è capitato un paio di volte di inserire involontariamente la folle in un paio di scalate seconda-prima marcia.
8 Norton Manx R: pregi e difetti
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Di seguito i pregi ed i difetti riscontrati sulla Norton Manx R durante il nostro test ride su strada e in pista.
Piace
- Stile: linee pulite, minimal, futuristiche, colori studiati ad hoc per evidenziare le geometrie e materiali premium
- Posizionamento: rinunciare a un profilo estremo, alle alette e ad un telaio iper rigido permette a Norton di posizionarsi in una porzione di mercato unica
- Ergonomia: c’è tantissimo spazio in sella per muoversi agilmente e intervenire sulla fisica con il proprio corpo, anche se gambe e sedere tendono a scivolare facilmente su sella e serbatoio
- Motore: tanta coppia a medi e bassi regimi
Non piace
- Cambio: secco in scalata (ma può anche piacere così), lento a salire di marcia e non sempre preciso.
- Calore: alle basse velocità la moto scalda parecchio
- Prezzo: salato, specie per la Signature.
9 Scheda tecnica
Norton Manx R
| Potenza | 209 Cv a 11.500 giri/min |
| Coppia | 130 Nm a 9.000 giri/min |
| Cambio | 6 marce con quickshifter bidirezionale di serie |
| Telaio | in alluminio pressofuso; forcellone monobraccio in alluminio |
| Dimensioni | interasse 1.435 mm, altezza da terra 133 mm, altezza sella 840 mm, peso in ordine di marcia senza il pieno di benzina 210 kg, capacità serbatoio 14,5 litri |
| Sospensioni | anteriore forcella Marzocchi da 45 mm di diametro, 120 mm di escursione, completamente regolabile manualmente; posteriore monoammortizzatore Marzocchi, 126 mm di escursione, completamente regolabile manualmente; ammortizzatore di sterzo regolabile |
| Freni | anteriore doppi dischi semi-flottanti da 320 mm di diametro con pinza Brembo a 4 pistoncini e Abs Cornering Evo Bosch; posteriore disco singolo da 245 mm, pinza a 2 pistoncini, Abs Cornering Evo Bosch |
| Cerchi e gomme | anteriore 120/70-17”; posteriore 200/55-17”; Pirelli Diablo Supercorsa SP-V4 |
| Consumi dichiarati | 15,6 km/l |
| Prezzo | da 23.250 euro (Apex da 29.750 euro; Signature da 43.750 euro) |
Norton Manx R: l'abbigliamento utilizzato
| Guanti | T-Ur G-Speed Grey |
| Tuta | Dainese |
| Intimo tecnico | Dainese |
| Paraschiena | Dainese |
| Stivali | Xpd |
| Borsone | Ogio RIG 9800 |
| Tester | altezza 174 cm, peso 78 kg. |


