Neve, mare e silenzio artico. Un viaggio al limite del mondo conosciuto
Daniela Cursi Masella
23 giugno - 11:03 - MILANO
A differenza delle tradizionali maratone cittadine, il tracciato non è permanente. Viene disegnato ogni anno su una banchisa ritenuta sicura nelle immediate vicinanze del Polo Nord geografico. È la North Pole Marathon, segnata in agenda per il 19 luglio.
difficoltà tecniche della North Pole Marathon 2026
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Le condizioni del ghiaccio vengono monitorate costantemente e il percorso può essere adattato in funzione delle crepe nella banchisa, dei movimenti del pack e delle esigenze di sicurezza. Più che il dislivello, a mettere alla prova gli atleti sono le condizioni ambientali: superficie irregolare e cedevole; neve e ghiaccio che riducono la trazione; temperature polari; e vento artico. La gara regina si sviluppa sulla distanza classica di 42,195 chilometri, ma sono previste anche prove più brevi: mezza maratona, 10 km e 5 km. Accanto alla classifica individuale maschile e femminile, una competizione a squadre.
La corsa ai confini del mondo
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Il palcoscenico della North Pole Marathon non è una città, un parco naturale o una strada panoramica, ma uno degli ambienti più remoti e inospitali della Terra: il Polo Nord geografico. Il punto in cui convergono tutti i meridiani del pianeta. Qui non esiste terraferma. È un ambiente in costante movimento che sembra non avere fine. Un viaggio che porta i partecipanti in un ecosistema fragile e straordinario, dove la presenza umana è rarissima e la natura detta ancora le sue regole.




