In attesa di capire le evoluzioni sull'arrivo di Rangnick, il Milan prosegue il casting anche per il direttore sportivo. Molte piste portano in Spagna
In una normale programmazione di un club di calcio, allenatore e direttore sportivo dovrebbero andare di pari passo. Nel senso che è consigliabile evitare di mettere sotto lo stesso due figure senza punti di contatto, magari soltanto perché - presi uno alla volta - rispecchiano i parametri del club. Nel caso del Milan, questo aspetto potrebbe essere risolto dall'arrivo di Rangnick: se, come esige lui, da d.t. avrà carta bianca decisionale, potrà scegliere sia l'allenatore sia il direttore sportivo. Cercando quindi di mettere insieme due figure compatibili.
nomi
—
Questa è la premessa concettuale. Poi c'è la nuda cronaca, dove diciamo che le certezze non abbondano. Sulla scrivania di Cardinale giacciono i faldoni relativi di tutte figure dell'area sportiva, attualmente vacanti. Come quella del direttore sportivo. I nomi in questi giorni si rincorrono, anche se ce ne sono alcuni più ricorrenti e più credibili. Per esempio quello di Ramon Planes, attuale d.s. dell'Al-Ittihad. Nel suo curriculum Espanyol, Tottenham, Elche, Rayo, Getafe e soprattutto Barcellona (2018-19). Curiosità: quando lavorava per i blaugrana, aveva praticamente chiuso l'acquisto di Lautaro dall'Inter per 80 milioni. Fu fermato dal Covid, che portò il crollo degli incassi. E, a proposito di Barça, piace anche Txiki Beguiristain, già uomo mercato dei catalani dal 2003 al 2010 (comprò Ibra dall’Inter) e del City dal 2012 al 2024. Attualmente è libero.
ancora spagna
—
Altri profili? Viktor Bezhani, attuale d.s. del Tolosa: si resterebbe evidentemente nell'ambito della galassia RedBird. E poi torna nuovamente la Spagna. Un'altra pista porta Manu Fajardo, d.s. del Betis dal 2024: ci sarebbero già stati alcuni colloqui. Così com'è gradito il profilo di Jorge Rodriguez del Villarreal, lunga gavetta alle spalle e distintosi per la capacità di scorgere e coltivare la qualità di potenziali calciatori.


