una foto una storia
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Figlio di un avvocato, calciatore mancato riciclatosi arbitro, noto per i cartellini a pioggia e i rigori inesistenti che fischiava, fu designato ai Mondiali del 2002 per Italia-Corea del Sud e come finì lo sapete. Ma quello che successe dopo è ancora più incredibile...
I coreani non avevano neanche un dubbio. Né i quarantamila e rotti che avevano riempito lo stadio di Daejeon, né gli altri quarantasette milioni che guardavano la partita da casa. Erano tutti vestiti di rosso, come i loro giocatori, e portavano piccoli cartelli che avrebbero dovuto metterci sull’avviso. "Again 1966", aveva scritto qualcuno. "Another Korea", prevedevano gli altri. Tutti sicuri che avrebbero eliminato l’Italia di Totti e Del Piero, di Vieri e Maldini. Gli azzurri ignorarono troppi segnali. Il presidente della federazione coreana, Chung Mong-joon, dirigeva il comitato organizzatore, ed era anche vicepresidente della Fifa: la Corea cominciava ad essere potente, e in più giocava in casa. E per la sfida a eliminazione diretta che valeva l’ingresso ai quarti era stato designato un arbitro con pochissima esperienza. Byron Moreno era praticamente uno sconosciuto a livello internazionale, e l’Ecuador non aveva peso politico. In patria lo chiamavano el justiciero, il giustiziere, e a lui la fama di duro non dispiaceva. Quando gli dissero che era stato scelto per i Mondiali, si era messo a piangere. Quello era il sogno di tutta una vita, e per fare bella figura Moreno non badò a spese: si trovò un nutrizionista, consapevole di essere decisamente sovrappeso, e ingaggiò un preparatore e uno psicologo. Dovette vendere l’automobile, ma erano soldi ben spesi. Avrebbero visto in tutto il mondo chi era Byron Moreno. Il giorno di Corea del Sud-Italia le piccole Alisson e Mishelle non andarono a scuola: pretesero di vedere papito in mondovisione. Corina, la signora Moreno, azionò il videoregistratore e pensò a tutte le volte che, invecchiando, avrebbero messo la cassetta e avrebbero rivissuto quel lungo momento di gloria. Quando suo marito Byron, ancora in sovrappeso rispetto alle indicazioni del nutrizionista, si affacciò sul campo, il colpo d’occhio era impossibile da dimenticare: era tutto rosso e rumore, l’inferno non doveva essere molto diverso da così.


