"Noi al Mondiale in Usa? Così partecipazione difficile". L'Iran si chiama fuori dal torneo di giugno

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Così Mehdi Taj, presidente federale iraniano. La Fifa resta cauta. In caso di forfait lo scenario più probabile è il ripescaggio di un'altra nazionale asiatica

Eugenio Trevissoi

2 marzo - 16:06 - MILANO

Le conseguenze del conflitto che sta incendiando il Medio Oriente si fanno sentire anche nello sport. Con il Mondiale alle porte, la partecipazione dell'Iran è più che mai a rischio: la squadra del ct Amir Ghalenoei è nel gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda e avrebbe tre partite in programma negli Stati Uniti, due a Los Angeles e una Seattle. Ipotizzare che possa giocarle, nello scenario attuale, è quasi impensabile. È ciò che emerge anche dalle parole di Mehdi Taj, presidente della federazione calcistica iraniana: "Quello che è certo — ha dichiarato Taj al portale sportivo Varzesh3 —  è che, dopo questo attacco, non possiamo aspettarci di guardare con speranza alla Coppa del Mondo". Intanto, ci sono da registrare la sospensione dei campionati calcistici in Iran e Qatar e il rinvio degli ottavi della Champions asiatica nella regione Ovest.

scenari

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Sulla questione Iran-Mondiali, la Fifa resta cauta. Le uniche dichiarazioni ufficiali, fin qui, sono quelle del segretario generale Mattias Grafström: "È ancora troppo presto per commentare nei dettagli, ma monitoreremo attentamente gli sviluppi su tutti i fronti in tutto il mondo". Presto, anche per immaginare chi potrebbe prendere il posto dell'Iran nel torneo. La logica suggerirebbe un'altra nazione asiatica: al momento, l'unica ancora in lizza per la qualificazione è l'Iraq, che il 31 marzo dovrebbe giocare lo spareggio con la vincente tra Bolivia e Suriname. Lontanissima, invece, l'ipotesi che la Fifa decida di ripescare una "big" esclusa come l'Italia, se la Nazionale di Gattuso dovesse fallire ancora la qualificazione. Attesa, dunque, per uno scenario la cui evoluzione è inevitabilmente legata agli sviluppi del conflitto in corso.

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