Sono le famiglie
senza figli a guidare la crescita in valore dei consumi in
Italia. Le famiglie con figli - circa 7,9 milioni - presentano
nel 75% dei casi un reddito sotto la media e concentrano i loro
acquisti sui bisogni essenziali. E' uno dei dati che emergono
dall'analisi presentata dal Food Industry Leader di NielsenIq,
Matteo Bonù, e dalla professoressa dell'Università Bocconi
Letizia Mencarini, a Linkontro 2026.
Questo si riflette nei comportamenti d'acquisto, più
rigidi per le famiglie con figli, con più capacità di
sperimentazione per quelle senza figli, spesso più mature e con
maggiore capacità di spesa. A livello globale, gli over 50
arriveranno a generare il 39% del Pil mondiale entro il 2050 (+9
punti percentuali rispetto a oggi), e rappresenteranno il 60%
della spesa globale.
In Italia la natalità ai minimi (1,14 figli per donna) si
traduce in un aumento dell'incidenza della popolazione anziana,
con un italiano su 4 over 65 e delle famiglie unipersonali, che
raggiungono il 37,1%. Un equilibrio sempre più fragile, che si
traduce anche in una riduzione della popolazione: dai 58,9
milioni del 2025 si scenderà i 55 milioni entro il 2050.
"Con meno popolazione è inevitabile attendersi una
contrazione dei volumi. Ma allo stesso tempo, il trasferimento
di ricchezza in atto e la diversa composizione delle famiglie
aprono uno spazio enorme per una ricomposizione del valore",
dichiara Bonù. Nei prossimi 25 anni, in Italia si trasferiranno
circa 1.700 miliardi di euro sotto forma di eredità, un fattore
che sosterrà la capacità di spesa, soprattutto nelle fasce più
adulte della popolazione.
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