‘Nero India - Siamo fatti di canzoni’, gran finale il 30 luglio: Matteo Alieno canta ‘Mainstream’ di Calcutta

2 ore fa 3

Ultimo appuntamento al Teatro India per la rassegna gratuita curata da Giulia Anania e Marta Venturini che celebra la comunità creativa dello Studionero di Roma, tra nuove scoperte e collaborazioni. Dopo Emma Nolde, Carrese, Disco Zodiac e Giovanni Truppi, la chiusura è affidata all'ex concorrente di 'X Factor'

A Roma si avvicina alla chiusura “Nero India – Siamo fatti di canzoni”, la rassegna musicale curata dalla cantautrice e autrice Giulia Anania insieme alla produttrice e autrice Marta Venturini, all’interno del festival India Città Aperta. Un progetto che, in una cornice di archeologia industriale unica, ha richiamato centinaia di persone di ogni età, attratte dalla possibilità di vivere la musica nel suo luogo più autentico: quello in cui nasce.

La rassegna, totalmente gratuita, è stata fortemente voluta dal direttore del Festival Tiziano Panici, che ne ha definito così la visione: “Il desiderio è quello di portare su un palcoscenico in genere riservato al teatro, la vita di uno studio di registrazione; in chiave live. Dove big e giovani talenti si scambiano ispirazioni”.

Lo studio evocato da Panici è lo Studionero di Roma, fondato da Marta Venturini e Valerio Enrico, luogo simbolo della nuova scena cantautorale italiana: qui, negli ultimi sedici anni, hanno registrato e scritto album artisti come Calcutta, Motta, Skunk Anansie, Niccolò Fabi, Giovanni Truppi, Emma Nolde e molte delle voci che hanno ridisegnato il pop e l’indie italiano.

La rassegna ha portato sul palco proprio questo intreccio di storie, collaborazioni e percorsi artistici: dopo l’apertura del 17 luglio con Emma Nolde, Carrese e Discozodiac, il 25 luglio è stata la volta di un autore culto come Giovanni Truppi, affiancato da due giovanissimi del mondo creativo di Studionero, Salvatore Spadaro e Beo.

Ora l’attenzione è tutta rivolta all’ultimo appuntamento, martedì 30 luglio, che chiuderà la rassegna con una serata speciale: protagonista sarà Matteo Alieno, in un one shot pensato esclusivamente per Nero India. Il giovane cantautore, da sempre legato allo studio, interpreterà 'Mainstream' di Calcutta, album culto della musica italiana, arrangiato proprio da Marta Venturini. Accanto a lui, due nuove scoperte: Alessandra Nazzaro e Alessio Alì.

Il cuore della rassegna è la centralità delle canzoni, come spiega Giulia Anania: “L’idea è semplice quanto ormai in disuso: portare di nuovo al centro le canzoni, le più vere, le più libere; quelle di artisti che hanno scelto la musica come passione senza troppi compromessi. Spesso sento dire che in Radio passa brutta musica perché le persone non amano le cose belle. Non è affatto vero; ci sta una grande fame di emozioni autentiche; di cantautrici e cantautori che fanno tornare le persone ad abbracciarsi”.

Un percorso che unisce musica e racconto, per restituire al pubblico il valore degli incontri e delle collaborazioni che nascono attorno alle canzoni. Un’idea che Marta Venturini sintetizza così: “‘Siamo fatti di canzoni’ vuole essere una fotografia di una comunità musicale: un luogo dove gli artisti si incontrano, scrivono, producono e costruiscono nuove possibilità, prima ancora di arrivare sul palco”.

Con l’appuntamento del 30 luglio, la rassegna chiude il suo primo ciclo, confermando il Teatro India come uno dei luoghi più vitali della scena culturale romana.

Leggi l’intero articolo