Nello stomaco dei bovini un interruttore che può ridurre le emissioni di metano

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Nei microrganismi che vivono all'interno dello stomaco dei bovini c'è un 'interruttore' che potrebbe ridurre le emissioni di gas serra degli allevamenti: si tratta di un organello cellulare che produce idrogeno favorendo la formazione di metano durante la digestione, e che potrebbe essere spento utilizzando additivi alimentari specificamente formulati. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo di ricerca dell'Accademia cinese delle scienze.

Lo stomaco dei bovini è un complesso apparato diviso in quattro cavità: il più grande dei tre prestomaci, il rumine, funge da camera di fermentazione grazie a una vasta popolazione di microrganismi (batteri, protozoi e funghi) che scompongono le fibre vegetali. Per approfondire il loro ruolo, i ricercatori hanno sequenziato il Dna di 450 tipi di protozoi ciliati che vivono nel rumine e poi hanno monitorato cento bovini da latte, misurando la quantità di metano emessa e confrontando questi livelli con quelli dei microbi presenti nel loro stomaco. I risultati evidenziano un legame diretto tra la diversità di questi microrganismi e la quantità di gas prodotta. "L'abbondanza complessiva di ciliati e il rapporto tra le specie di Vestibuliferida e Entodiniomorphida sono fattori determinanti per la produzione di metano", scrivono i ricercatori.

Lo studio ha inoltre evidenziato che i bovini che producono più metano presentano un'abbondanza di geni legati a un'inedita struttura cellulare che è stata identificata grazie alla microscopia elettronica: si tratta di un organello cellulare mai visto prima, un compartimento specializzato presente all'interno delle cellule dei ciliati. La sua funzione è quella di generare idrogeno (gas che va poi ad alimentare la produzione di metano) e per questo è stato denominato 'corpo idrogeno'.

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